Maglia nera per l’Italia nella difesa della qualità dell’aria: viola i limiti di quasi tutti gli inquinanti atmosferici previsti dalla normativa Europea. L’allarme lo lancia l’Associazione Genitori Antismog, attiva da oltre 10 anni per il perseguimento di una seria politica ambientale. I segnali arrivano dai dati del Rapporto 2013 sulla Qualità pubblicato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA). «L’Italia è in cima alla classifica dei paesi in cui il limite del PM10 è superato più frequentemente», spiega Anna Gerometta, Presidente dell’associazione.
Nascituri a rischio – Ma non è questo l’unico, triste, primato italiano: il nostro Paese ha registrato il valore più alto d’Europa per l’ozono, pari a tre volte il valore-obiettivo fissato. A livello europeo, secondo l’EEA, l’ozono ha un impatto sulla produzione agricola pari ad una perdita di 27 milioni di tonnellate di grano. E «ogni anno in Italia si spendono tra i 50 e i 151 miliardi di Euro in spesa sanitaria legata all’inquinamento dell’aria – continua Gerometta – Un inquinamento che causa 65.000 morti premature». Oltre al fatto che ampia parte della popolazione italiana è esposta, non solo nei centri urbani, a un letale “areosol” che interferisce con lo sviluppo del feto, riduce lo sviluppo dei polmoni dei bambini, causa l’insorgenza di tumori al polmone e aumenta l’incidenza di morte cardiovascolare e respiratoria.
Bari (nella foto) è una delle città più rumorose d’ItaliaBari tra le città più rumorose – Genitori Antismog sottolinea, peraltro, come i dati regionali del 2012 confermino gravi superamenti dei limiti degli inquinanti nelle principali regioni italiane. Fra queste, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Toscana, Campania, Puglia. Per quest’ultima, il primato negativo di Bari tra le città più rumorose d’Italia; per inquinamento acustico il capoluogo pugliese è assieme a Napoli, Roma, Bologna, Genova e Torino.
La situazione Italiana, dunque, dove si registrano violazioni per il monossido di carbonio, il biossido di azoto, il nichel, il Benzene e il Benzo[a]pirene, è così grave da dover richiamare l’attenzione di chi governa affinché il tema dell’aria venga posto come prioritario. Anche per questo l’Associazione – apartitica – a giugno 2013 ha presentato una petizione al Parlamento Europeo per ottenere che l’Italia venga richiamata al rispetto delle norme europee in tema di qualità dell’aria e alla protezione della salute della popolazione.
Il progetto: “Mens(a) Sana – Ristorazione sostenibile nelle scuole”, promosso da Pentapolis Onlus, prevede una campagna di informazione e sensibilizzazione anche per stimolare i decisori pubblici nel tracciare un indirizzo politico-normativo centrato sulla salubrità della ristorazione nelle scuoleMa ci sono anche le buone pratiche – E se da un lato la politica ambientale non brilla certo per adempienza e lungimiranza, dall’altro vale la pena di ricordare le buone pratiche rivolte alla sensibilizzazione ambientale dei più piccoli. Per esempio la campagna educativa ‘Raccogli la plastica, semina il futuro’, giunta alla sua seconda edizione e promossa dal Gruppo Sanpellegrino. L’obiettivo è sensibilizzarli ad una corretta gestione della raccolta differenziata del PET, materiale delle bottiglie al 100% riciclabile. Ogni volta che la bottiglia in PET viene gettata nell’apposito contenitore per la raccolta della plastica, le si regala una nuova vita; può rinascere in tantissimi altri oggetti oppure trasformarsi in nuova bottiglia. Un esempio: 27 bottiglie fanno un fantastico maglione, 20 una morbidissima trapunta. Quest’anno saranno coinvolte le scuole primarie di Milano, Roma e Napoli, che potranno contare sulla collaborazione delle aziende di igiene urbana locali.
Altro interessante progetto: “Mens(a) Sana – Ristorazione sostenibile nelle scuole”. Promosso da Pentapolis Onlus, prevede una campagna di informazione e sensibilizzazione e la costituzione di un osservatorio sulle abitudini alimentari nel settore della ristorazione scolastica con lo scopo di diffondere una corretta alimentazione, educare i bambini alla cultura della sostenibilità, stimolare i decisori pubblici nel tracciare un indirizzo politico-normativo centrato sulla salubrità della ristorazione nelle scuole.


