Oggi, 3 dicembre, il Governo ha approvato il decreto sulla Terra dei Fuochi, che introduce il reato di combustione dei rifiuti.
Si legge nel documento approvato dal Consiglio dei Ministri: «La norma ha l’obiettivo di introdurre sanzioni penali per contrastare chi appicca i roghi tossici, oggi sanzionabili solo con contravvenzioni. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate è punito con la reclusione da due a cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni».
Il decreto prevede inasprimenti della pena, se il reato è commesso nell’ambito di attività di impresa o su territori in stato di emergenza rifiuti (come, appunto, la Campania). «Alla sentenza di condanna consegue la confisca dell’area sulla quale è commesso il reato, se di proprietà dell’autore o del compartecipe al reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi».
«Il decreto Terra dei fuochi afferma un principio fondamentale: la tutela dell’ambiente è tutt’uno con lotta alla criminalità organizzata», scrive su Twitter il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Con il decreto «lo Stato ha iniziato il cammino per riconquistare la fiducia dei cittadini di quei territori».
«Oggi per la prima volta le istituzioni nazionali affrontano l’emergenza Terra dei fuochi» è la dichiarazione del presidente del Consiglio Enrico Letta Chigi sul decreto. Il provvedimento va in Parlamento ma è già norma da oggi. Si tratta di una «risposta senza precedenti, forte, netta per recuperare tempo perduto».


