Inquinamento Sarno, i Carabinieri chiedono i documenti

Gli uffici della Regione Campania, l’Ente Idrico, il Consorzio di bonifica e una società nel mirino del NOE e della Procura

 

Continuano incessantemente i controlli dei Carabinieri del NOE di Napoli nel bacino idrografico del fiume Sarno, tristemente noto come il fiume più inquinato d’Italia.

L’Arma, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, oggi sta eseguendo un ordine di esibizione di documentazione nei confronti di alcuni uffici regionali, una società e due enti. Nella fattispecie, sono interessati gli uffici della Direzione Generale Difesa Suolo e Ambiente, l’Ufficio Centrale Grandi Opere e Bonifiche, l’Ufficio Speciale Centrale Acquisti e procedure di finanziamento, tutti della Regione Campania con sede a Napoli. La richiesta riguarda anche l’Ente Idrico Campano, sempre con sede a Napoli, la Società GORI s.p.a., con sede a Ercolano, e il Consorzio di Bonifica Integrale – Comprensorio Sarno,  con sede a Sarno.

Nei mesi scorsi, i Carabinieri hanno eseguito una serie di controlli nei Comuni che si affacciano, o sono collegati, al Sarno, accertando la mancata realizzazione di sistemi di depurazione e di una rete fognaria. Ciò ha provocato un riversamento di ogni rifiuto, domestico e non, direttamente nel fiume, senza alcuna barriera anti inquinamento.

La presenza di organismi patogeni che contaminano il fiume è talmente elevata da rappresentare un reale pericolo per la salute umana e animale.

La richiesta di documentazione, quindi, intende accertare lo stato dei lavori di adeguamento e realizzazione di impianti depurativi che riducano l’inquinamento dei reflui industriali e civili. Inoltre, i Carabinieri vogliono capire come sono state utilizzate le risorse economiche eventualmente stanziate per gli impianti e per il sistema di depurazione, e come sono stati gestiti gli oneri richiesti per la depurazione ai cittadini.

Nel corso dell’operazione “Rinascita SARNO”, iniziata durante il lockdown, sono state controllate circa 449 aziende situate nel bacino idrografico del Sarno, sequestrandone 74, sono state arrestate 2 persone e denunciate 264 per una serie di reati ambientali.

Articoli correlati