Inquinamento ambientale, numerosi interventi nella Terra dei Fuochi

I Carabinieri Forestali in varie operazioni in provincia di Caserta hanno scoperto discariche abusive e sequestrato un impianto

 

Continua la Terra dei Fuochi a rappresentare il fulcro dell’inquinamento in Campania. Numerosi interventi sono stati eseguiti dai Carabinieri nella provincia di Caserta, che si sono conclusi con sequestri e denunce.

Al setaccio la provincia di Caserta

Il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Mondragone ha eseguito un’azione capillare nel territorio che si è conclusa con la scoperta e il sequestro di 6 aree adibite a discariche abusive, la denuncia di 4 persone, 13 veicoli controllati, compresi mezzi utilizzati per il trasporto rifiuti, e 17 persone identificate.

Nel primo intervento, i militari hanno denunciato un uomo, residente a Castel Volturno, perché nel cortile della propria abitazione, in un’area di circa 50 mq, aveva accatastato illegalmente direttamente sul terreno materiali di demolizione, plastiche, vetri e blocchi di cemento. Inevitabile il sequestro.

Sempre a Castel Volturno è stata individuata una discarica abusiva di rifiuti speciali in un fondo rurale in via Macedonio, in un’area di circa 80 mq. Anche in questo caso è scattato il sequestro mentre al Comune sono state affidate le operazioni di messa in sicurezza.

Le Stazioni di Mondragone e Falciano del Massico, invece, hanno individuato tre distinte discariche incontrollate: una presso l’ingresso della ex cava “Iacobucci”, una lungo la strada provinciale Falciano–Mondragone e una terza sulla via comunale del Ciaurro. In quest’ultima, sono stati rinvenuti frigoriferi dismessi e ingombranti che avrebbero potuto persino ostruire il vicino torrente. Tutte le aree sono state sequestrate e segnalate per la bonifica.

A Carinola, infine, i militari hanno denunciato tre persone, proprietarie di un fondo agricolo di oltre 3.000 mq, che è stato sequestrato perché erano stati ammassati materiali ferrosi, rifiuti edili, parti meccaniche e diversi autocarri.

Gli interventi e i sequestri di novembre

Solo mese di novembre, i militari dell’Arma hanno effettuato numerosi interventi su tutto il territorio: a Gricignano di Aversa e Cesa sono stati individuati rifiuti speciali e un’area di 1.000 mq con materiali oleosi e scarichi abusivi, con sanzioni per oltre 19.000 euro; a Orta di Atella, in via Astragata, sequestrate 10 tonnellate di pneumatici, materassi e rifiuti urbani; a Frignano bloccata un’area agricola di 13.000 mq con rifiuti pericolosi; sempre a Orta, sequestrati 450 mc di rifiuti industriali in un fondo di 1.500 mq, con due persone denunciate; a Villa Literno sono stati scoperti un’autocarrozzeria abusiva e un’area con fabbricati irregolari e rifiuti pericolosi; a Capodrise un uomo è stato denunciato per trasporto illecito di materiali ferrosi, mentre a Gricignano tre donne sono state deferite per l’abbandono di oltre 5 tonnellate di rifiuti solidi urbani.

I Forestali sequestrano un impianto

In un’altra operazione, condotta dai Carabinieri Forestali di Calvi Risorta e dagli agenti della Polizia Locale di Sparanise, è stato sequestrato d’urgenza un impianto di smaltimento rifiuti non pericolosi e trattamento fanghi a Sparanise, per inquinamento ambientale e smaltimento illecito di reflui.

Le indagini sono partite a seguito di numerose segnalazioni dei cittadini preoccupati dai miasmi provenienti dal Rio Lanzi e dal peggioramento delle sue acque. I Carabinieri hanno accertato che la negligenza gestionale del titolare dell’impianto avrebbe determinato il danno ambientale, in quanto il complesso aziendale operava nel rispetto solo formale degli adempimenti prescritti dall’AIA.

Nel corso delle analisi delle acque reflue sono emersi valori molto alti di elementi nocivi e inquinanti, oltre i limiti di legge. Compromessi anche i terreni agricoli nei pressi degli scarichi aziendali, fino a 2 chilometri. Scoperto anche lo smaltimento irregolare di tonnellate di rifiuti, in quanto la documentazione è risultata approssimativa e incongruente.

Inevitabile quindi il sequestro dell’impianto mentre il gestore risulta indagato per reati ambientali.

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