Il ministro dell’Ambiente favorevole alla benzina da sabbie bituminose

L’Italia ha votato no alle nuove regole europee che considerano il petrolio estratto dalle sabbie bituminose più inquinante del greggio. Il parere negativo del ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha suscitato enorme sorpresa nel comitato, che riunisce Commissione europea, Europarlamento e Consiglio, che aveva avanzato la proposta.  Non avendo i numeri per decidere se a favore o contro la proposta, ora la decisione spetta ai singoli Stati membri.

La decisione del nostro ministro dell’Ambiente è discutibile perché non in linea con quanto deciso già nel 2009 con l’entrata in vigore delle norme finalizzate al raggiungimento degli obiettivi ecologici 2020. Una disposizione della Fuel quality directive (Fqd) impone la riduzione del 6% di emissioni di carburanti e quindi il blocco dell’impiego di benzina derivata dal cosiddetto “petrolio sporco”, ricavato con processi estrattivi che producono il 22% in più di inquinamento rispetto al greggio tradizionale. L’ipotesi è che dietro le decisioni dei Paesi che hanno detto NO all’impiego di benzina ricavata da fonti non convenzionali ci possano essere le lobby dei maggiori produttori di petrolio come l’Arabia Saudita, il Canada e il Venzuela.

 

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