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Greenaccord: cambiare democrazia per salvare l’ambiente

Tutelare l’ambiente attraverso una nuova forma di democrazia. Se ne parla a Cuneo durante Greenaccord, il IX Forum Internazionale dell’informazione ambientale, in corso fino al 22 ottobre prossimo. Cento giornalisti da 40 Paesi si confrontano con quindici economisti, sociologi e climatologi su come per dare voce all’opinione pubblica nelle scelte contro la crisi globale. «Bisogna ripensare il modello di democrazia, partendo dall’idea forte che la democrazia è partecipazione». A dirlo è il presidente di Greenaccord Onlus, Alfonso Cauteruccio, che aggiunge: «La delega data agli eletti ha portato i cittadini a interessarsi di quanto avviene in politica solo nel momento delle elezioni. Ma così non hanno avuto peso nelle decisioni che maggiormente incidono sulla vita quotidiana ed in particolar modo sulle politiche ambientali, che spesso vanno ben oltre il quinquennio che interessa i politici». Il modello nuovo di democrazia partecipativa viene poi spiegato dall’esperienza virtuosa di Gustavo Olveyra, assessore delegato all’Impatto ambientale per il Ministero del Turismo dell’Uruguay. «In Uruguay abbiamo da tempo capito che le decisioni sulle questioni ambientali non possono essere prese senza aver prima ascoltato i cittadini – chiarisce Olveyra -. La loro partecipazione nella costruzione delle politiche ambientali è essenziale perché il diritto all’ambiente sano è uno dei cardini della vita democratica. Ecco perché bisogna far conoscere ai cittadini l’ambiente in cui vivono e loro devono far conoscere a chi deve prendere decisioni politiche le proprie esigenze. Solo da questo scambio possono scaturire le decisioni giuste per la tutela del territori».

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