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Giovanni Renna:«Il futuro è nel riscaldamento con le energie rinnovabili»

Trovo qualche difficoltà, questa volta, nel presentare il nostro ospite e l’azienda che rappresenta. La prima è legata a una notizia che Repubblica ha pubblicato sabato 14 maggio nella cronaca di Bari: “Innovazione, ecco i gioielli di Puglia”. Mi complimento con Polaris e Giannelli Solare (salentine come il vice presidente della Regione Puglia Loredana Capone che presenta un nuovo bando di accesso a finanziamenti per imprese innovative) e con la terza azienda aggiudicataria del finanziamento pubblico,  Intempra di Bari.

Giovanni Renna

Sinceramente, sono un po’ stupito di non trovare tra i “gioielli di Puglia” la Thermocold, azienda al primo posto nel mondo nel settore delle macchine per riscaldamento a doppio ciclo e prima in Europa per la produzione della linea ECO2, cioè pompe di calore che utilizzano l’anidride carbonica: quindi non inquinano. La stessa macchina produce caldo d’inverno, fresco d’estate e acqua calda sanitaria tutto l’anno. E trovo difficoltà anche nel presentare l’azienda barese e il suo amministratore delegato in sole tremila – tremilacinquecento battute, un pagina di word, in pratica. Ma ci provo.

Ambient&Ambienti ha incontrato l’ingegner Giovanni Renna nel suo ufficio in Via dei Ciclamini alla Zona Industriale del capoluogo pugliese. Una fontana zen sulla libreria bassa e due modelli di barche a vela lasciano già immaginare tratti del carattere ecologista del managing director; tratti che identificano anche il carattere dell’azienda. Un’azienda che produce apparecchiature ad altissimo rendimento e ridottissimo impatto ambientale: sostenibile.

Questo risultato, spiega l’ingegner Renna, è stato ottenuto «con un approccio completamente diverso rispetto al passato, per ciò che riguarda l’attenzione all’ambiente».

Infatti, il compito principale dei sette ingegneri, lui compreso, che si occupano della ricerca, nota dolente, è quello, dice l’ing. Renna,  di «progettare non più tenendo conto di parametri economici e finanziari dell’impresa ma tenendo conto, in primis, i parametri ambientali. Cioè, il primo parametro per noi oggi è diventato l’ambiente. Ambiente che cosa significa? Tre punti fondamentali – spiega, mettendo giù schizzi e diagrammi che hanno risvegliato ricordi dei miei studi secondari ormai sepolti nella soffitta della mia memoria e che per questo motivo poi ho portato via con me -: risparmio energetico, prodotti che sfruttino energie rinnovabili, riduzione di emissioni di CO2». Gli obiettivi fissati dalla Thermocold Costruzioni S.r.l. sono, infatti, quelli del Pacchetto Energia dell’Unione Europea, cioè: meno 20% dei consumi e meno 20% di emissioni entro il 2020; maggiore utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

Giovanni Renna è specializzato in termotecnica nucleare ma ha votato NO alle centrali nucleari subito dopo aver sostenuto gli esami. L’abbigliamento mostra la passione per il mare e la vela; lo skipper che lascia il ponte di comando della sua azienda per entrare nel pozzetto di un 20 metri Sparkman & Stephens in qualsiasi momento.

La Thermocold, nata nel ’95 dalla fusione di un’azienda pugliese e una veneta, produce macchine per la climatizzazione residenziale, industriale e commerciale; fornisce Trenitalia; ha brevettato macchine che non esplodono e  che vanno bene, quindi, sulle piattaforme petrolifere, ha lavorato molto con l’Agip. Importanti anche le forniture per le navi di Fincantieri.

Il fiore all’occhiello dell’impresa sono proprio la ricerca e l’innovazione, «con tutti i limiti, purtroppo,  – dice – che ci sono in questo Paese, sia sotto il profilo economico-finanziario, sia sotto il profilo del territorio. Al contrario di tanti altri Paesi, dove questo è la regola:  vedi la Germania, dove tutti rimangono stupiti del PIL che ha superato il 4%».

Renna rileva con rammarico che «qualche volta siamo riusciti a lavorare con l’Università ma paradossalmente con quella di Lecce e non con quella di Bari, dalla quale una mano al territorio non c’è mai stata».

Con la calma dei giusti, l’ingegnere spiega come sia a dir poco incredibile che l’Italia sia il Paese che vanta i più grossi costruttori e produttori di riscaldamento e condizionamento. È il polo del settore ma poi deve stare a ruota dei Paesi scandinavi, della Germania e del Giappone «perché il governo sta aiutando le aziende e i prodotti giapponesi tra un po’ invaderanno il nostro mercato. Noi, in Italia, abbiamo fatto per primi le macchine a ECO2. In Svezia – fino a questo momento compassato, all’ingegnere scatta il dialetto – non sapevano cosa fosse una pompa di calore».

Il futuro, per l’ingegner Renna, è il riscaldamento con le energie rinnovabili. Cioè aria e quindi le pompe di calore, appunto. Per il cui funzionamento è necessaria una certa quantità di energia elettrica, «però, non è detto che io la debba produrre necessariamente con centrali nucleari o a carbone oppure a gas, perché se si riesce a incrementare la quota di energia alternativa, è tanto meglio».

 

Thermocold pompa di calore descrizione dell’ing Renna Clicca qui per ascoltare

Per approfondire la conoscenza dei prodotti Thermocold clicca sui seguenti link

Thermocold Company Profile

Thermocold Duo

Thermocold Eco2

Thermocold Engineering book Duo

Thermocold Heating System

 

 

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