Energia e sostenibilità: come cambiano le necessità degli italiani

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Il costo dell'energia per kilowattora è ciò che dobbiamo tenere più in considerazione quando andiamo a comparare le offerte presenti sul mercato (foto Pixabay)

Tate, la tech company dell’energia ha condotto un sondaggio per tracciare le abitudini di consumo dei cittadini in questo ultimo anno, a seguito della pandemia e dell’evoluzione del contesto socio-economico

 

Tate, la tech company e start-up innovativa attiva dal 2018 nella vendita di energia elettrica e gas esclusivamente online, ha condotto un’indagine sui consumi dei clienti post-pandemia, sul loro stile di vita e sulle scelte d’acquisto in un’ottica di economia circolare e sostenibilità.

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Il sondaggio rivela che quasi il 60% degli utenti ha adattato il proprio stile di vita e le sue abitudini di consumo a seguito della situazione in corso; complice di questo cambiamento, il rialzo delle materie prime e il caro bollette che stanno mettendo a dura prova il portafoglio dei consumatori. Di questi, più del 50% ha adottato soluzioni come l’abbassamento dei gradi del riscaldamento. Tra gli altri esempi relativi ai cambiamenti di abitudini segue una maggiore attenzione alle fasce orarie che si affianca, inoltre, ad un uso più consapevole degli elettrodomestici; ad esempio c’è chi segnala di fare lavatrici solo in serata o mandare la lavastoviglie in modalità eco e chi usa in modo più “parsimonioso” il forno.  Tra le altre soluzioni utilizzate emerge un’attenzione alla razionalizzazione dei consumi e degli sprechi in senso più esteso e un utilizzo dell’acqua calda a temperature inferiori.

L’analisi

Dall’analisi dei dati emerge, inoltre, che nonostante i consumatori siano attenti all’innovazione e interessati a soluzioni di energy saving, sembrano ancora prediligere piccoli cambiamenti e graduali nel tempo: il 34% utilizza servizi di efficientamento energetico, mentre ben il 65,4% non ne fa uso. Questi dati rivelano il grande potenziale di crescita di questo settore nel nostro Paese e forniscono una chiara fotografia di quanto lavoro ancora ci sia da fare per diffondere una cultura sostenibile dell’energia, rispettosa dell’ambiente e delle generazioni presenti e future.

I dati

Tra coloro che hanno optato per prodotti e servizi di efficienza energetica, il 43,6% ha riqualificato gli immobili, il 39,8% ha utilizzato servizi di smart home e il 29% ha virato verso la mobilità elettrica. Su quest’ultimo fronte, la metà degli intervistati (51%) ha dichiarato di prediligere spostamenti in bici o a piedi, il 37,4% spegne il motore in caso di coda o ingorgo e/o mantiene gli pneumatici gonfi (37,1%). L’auto elettrica fatica, però, a prendere piede: se oltre l’8% dichiara di esserne già in possesso, il 63,3% del campione ha affermato di non averne in programma l’acquisto nei prossimi 12 mesi, probabilmente anche a seguito della complessa situazione economica in corso.

L’efficienza energetica

Per una gestione intelligente ed efficiente della casa, l’83,4% del campione ha dichiarato, invece, di utilizzare lampadine LED, il 40,4% ciabatte multipresa e il 26,5% valvole termostatiche per regolare la temperatura dei singoli termosifoni; tra le altre misure adottate troviamo l’utilizzo di applicazioni di domotica (25,7%) e l’acquisto delle caldaie a condensazione (24,4%) che consentono di ridurre in modo significativo i consumi di gas e le emissioni di sostanze inquinanti.

Il fotovoltaico

Inoltre, il fotovoltaico si sta rivelando un settore in progressiva crescita, l’11,4% del campione ha dichiarato, infatti, di essere già possesso di un impianto e il 22,6% sta valutando di installarlo entro i prossimi 6 mesi. Accanto all’autoproduzione di energia elettrica, aumenta anche l’interesse verso modelli di consumo responsabile, come quello delle comunità energetiche che, nonostante sia ancora poco conosciuto, intercetta l’interesse crescente dei cittadini a consumare in modo rinnovabile e locale (59,3%).

La sostenibilità

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In base ai dati del sondaggio emerge che, nonostante la sostenibilità non sia più un argomento di nicchia, bensì un tema sempre più importante e centrale nella società, le persone ritengano che non venga ancora affrontato in modo adeguato dal mondo corporate. Il 38,7% degli utenti reputa infatti che non siano stati fatti cambiamenti nelle aziende per essere più attente a questi temi e alcuni di essi reputano le iniziative in questo settore scelte finalizzate a scopi comunicativi e di marketing. Ne è la conferma il fatto che il 50,1% degli intervistati sostiene che siano i media e gli influencer, più delle aziende e delle istituzioni locali (32,7%) e governative (44,6%), ad influenzare maggiormente i cittadini verso comportamenti eco sostenibili.

Le soluzioni Tate

Dal canto suo, Tate ha deciso che per ogni unità di energia consumata da un membro Tate, un’unità di energia viene prodotta e immessa nella rete da una fonte rinnovabile, come il fotovoltaico, l’idroelettrico e l’eolico. Attraverso la sua App, l’azienda offre agli utenti un servizio “chiavi in mano”.

Il campione di riferimento è di 436 intervistati, 74,6% sono maschi, 24,3% sono femmine, residenti nelle province di Milano, Roma e Firenze. Il 35,6% vive con un’altra persona, il 19,9% è una famiglia composta da almeno 4 componenti, mentre il 19,5% vive in solitaria.

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