Emissioni odorigene maleodoranti, sequestrato stabilimento industriale a Monopoli – VIDEO

Le indagini sono iniziate nel 2021 a seguito di numerose segnalazioni dei cittadini. Denunciato il rappresentante legale per vari reati ambientali

 

Alla fine, dopo 3 anni di complesse indagini, è stato sequestrato l’impianto che a Monopoli produceva emissioni odorigene maelodoranti ed è stato denunciato il legale rappresentante per reati ambientali.

La Guardia Costiera ha eseguito il decreto preventivo disposto dalla Procura di Bari nei confronti di un’azienda, situata nella zona artigianale della periferia Sud di Monopoli che si occupa di trattamenti e finiture di alluminio e semilavorati.

L’indagine, decisamente complessa fatta di controlli documentali e ispezioni in loco dell’attività lavorativa, ha visto la partecipazione di un ingegnere ambientale nominato Ausiliario di Polizia Giudiziaria, per comprendere appieno la portata degli illeciti, che di fatto hanno permesso all’azienda di ottenere importanti vantaggi economici non attuando le specifiche procedure ambientali correlate all’attività svolta.

Per questo motivo il Giudice per le indagini preliminari ha chiesto nell’Ordinanza il sequestro preventivo perché c’è il concreto pericolo di reiterazione del reato e aggravamento dell’inquinamento ambientale.

Il legale rappresentante dell’azienda è stato quindi accusato di inquinamento ambientale, dopo aver accertato la contaminazione di aria, acqua, suolo e sottosuolo. E non solo.

La Guardia Costiera ha accertato anche che l’azienda operava senza l’Autorizzazione Integrata Ambientale prevista, e scaricava abusivamente le acque reflue industriali prodotte dalle vasche di trattamento e i rifiuti allo stato liquido contenenti sostanze acide pericolose sul suolo e nel sottosuolo. Sono stati anche trovati scarichi e tubature abusive realizzati senza autorizzazione, per sversare i rifiuti e le sostanze chimiche pericolose.

Il titolare è stato anche accusato di abbandono e gestione illecita di rifiuti, in quanto venivano abbandonati sul suolo e nel suolo rifiuti speciali di ogni genere, anche quelli pericolosi, inquinando di fatto la falda acquifera; miscelazione illecita di rifiuti; emissione di sostanze pericolose; getto pericoloso di cose, provocando emissioni maleodoranti e pericolose per l’ambiente, e violazione delle leggi sanitarie e delle norme antincendio.

Gli inquirenti hanno anche segnalato che tutti questi reati erano perpetrati regolarmente in uno stabilimento caratterizzato da precarie condizioni strutturali e igienico-sanitarie.

Passa tutto ora nelle mani della magistratura che dovrà celebrare il processo, dibattere sulle prove con la Difesa, deliberare e condannare, o scagionare, il responsabile, o i responsabili, di questi subdoli reati ambientali che hanno evidentemente contaminato per un certo periodo di tempo l’aria, l’acqua e il terreno di Monopoli.

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