Emergenza Xylella: “Nessuno tocchi gli alberi sani”

Secondo la biologa Elvira Tarsitano l’eradicazione di qualsiasi organismo, vegetale e/o animale da una nicchia ecologica comporta la creazione di un “vuoto” e le ripercussioni di questo non sono facilmente o per nulla determinabili. Nella foto l’abbattimento di ulivi colpiti dalla Xylella

L’emergenza Xylella fastidiosa nel Salento ha aperto vari fronti in merito alle soluzioni da adottare per evitare la diffusione del batterio che ha colpito gli ulivi: pubblichiamo il parere della dottoressa Elvira Tarsitano, biologa, responsabile Ambiente della segreteria regionale del Pd.

«Sono con la Coldiretti. Non si toccano gli alberi sani, non solo per una questione ideologica legata a motivi, culturali e paesaggistici di cosa questo patrimonio rappresenta e ha rappresentato per le genti di Puglia e del Sud tutto – dice Elvira Tarsitano, biologa, ambientalista e formatrice, oltre che responsabile Ambiente della segreteria regionale del Pd -. L’eradicazione di qualsiasi organismo, vegetale e/o animale da una nicchia ecologica comporta la creazione di un “vuoto” e le ripercussioni di questo non sono facilmente o per nulla determinabili, oltre al fatto che anche la lotta indiretta ai vettori, fatta principalmente con mezzi chimici, non può essere la soluzione. Si deve puntare su interventi sostenibili e a basso impatto ambientale»

«Di certo le soluzioni individuate non sono di questo tipo – prosegue la biologa -. Nel caso specifico è necessario pensare a un laboratorio permanente dove si possano studiare i fenomeni di adattamento e di evoluzione delle comunità animali e vegetali e dove raccogliere gli elementi per tracciare le linee guida che conducano a un livello di sostenibilità accettabile per tutta la comunità dei viventi. Obiettivo dei programmi di intervento – conclude Tarsitano – deve essere quello di acquisire dati sulla diffusione della malattia trasmessa dai vari infestanti (perché si pensa anche che l’insetto vettore possa essere più di uno, non si hanno dati certi su questo) al fine di valutarne la pericolosità e di individuare misure specifiche per la gestione e per il controllo sostenibile delle stesse».

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