Il fascino del progetto è che non se ne conosce la fine. E anche un po’ il fine, perché l’obiettivo dell’Ecomuseo urbano del Nord barese è in itinere e si arricchisce quotidianamente, all’insegna di un concetto: la condivisione. «Chiaramente un’idea generale del nostro progetto noi ce l’abbiamo ben presente – evidenzia Eugenio Lombardi, coordinatore del Laboratorio Urbanistico Partecipato della Prima Circoscrizione di Bari e motore trainante dell’Ecomuseo – ma dipendiamo da una visione di sistema di comunità, quindi accogliamo qualsiasi positivo apporto».
Il principio fondante del progetto si sintetizza in uno slogan: “Camminare progressivo, ascoltare costantemente”, elementi fondamentali per quella “umiltà operativa totale” di cui si alimenta l’Ecomuseo. «Nel nostro caso si applica una visione valoristica mirata al coinvolgimento – sottolinea Lombardi – affinché emergano quei valori fisici, tradizionali, storici e archeologici e tutti quei valori materiali e immateriali, che possano fornire una prospettiva di qualità e far vivere meglio gli abitanti». Un forte sentimento identitario che prende però le distanze da ogni forma insana di campanilismo. Eppure basterebbe prendere l’esempio delle recenti discussioni sul riordino delle province, per far apparire più che ardua l’impresa di Lombardi & co. «Se avessi dovuto dare retta solo a questo tipo di concetto – spiega Lombardi – avrei dovuto chiudere prima ancora di cominciare. Se parliamo di Santo Spirito e Palese, poi, lo scontro lo possiamo definire addirittura epico.
Ma la carta vincente è un’altra, cioè la lenta e progressiva messa in moto della ricerca di una comunità d’intenti, come un puzzle che ricerca e ricrea le proprie tessere». L’obiettivo è dunque quello di riunire, continua Lombardi, «un piccolo nucleo di persone affinché si costruisca la reciprocità, senza portare alla fretta di localismi esasperati», che sta provando ad allargarsi a un territorio molto più esteso di quello inizialmente individuato e che ora tende a comprendere anche il San Paolo e i Comuni di Modugno, Bitonto e Giovinazzo. Quello che poteva sembrare solo una utopia, si sta già concretizzando: «Prendiamo ad esempio – spiega Lombardi – la messa in rete delle ville storiche, che vanno intese come presidi culturali e paesaggisticamente importanti: Marco e Barbara Messeni Petruzzelli hanno ospitato uno degli incontri e sono forti sostenitori del progetto territoriale».
Il “camminare progressivo” si trasforma a volte un passo spedito. Spunti interessanti, infatti, sono emersi dalla recente riunione delle due consulte -Laboratorio urbanistico partecipato” e “Sport e culture” – con il commissario della Prima Circoscrizione Luca Scandale. «Abbiamo chiesto un sostegno al riconoscimento da parte dell’Amministrazione dell’avviato processo ecomuseale – sottolinea Lombardi – e si valuteranno le azioni progettuali che possano potenzialmente essere finanziate e per le quali ci possano essere anche interventi in atto da parte di altre Amministrazioni (e per questo si è fatto riferimento ai SAC- sistemi ambientali e culturali). Ho chiesto – conclude – di verificare che l’antica torre costiera di Santo Spirito possa essere utilizzata quale sede operativa e informativa ecomuseale ed è stato chiesto un intervento di tutela, propedeutico al recupero del palmento di Papapicco, in piazza Capitaneo a Palese».
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