“Ecologia, follia e dintorni”. Intervista a Jacopo Fo

La locandina dello spettacolo

Venerdì dopopranzo a Radio2 a “Un giorno da pecora” e sabato dopocena nelle Marche per il suo spettacolo “Ecologia, follia e dintorni”. «Un raccontare in modo divertente che è una via di mezzo tra conferenza e spettacolo teatrale» come lo definisce lui stesso dal palco. Una conversazione scenica in cui raggiunge il climax di ilarità in sala dissertando del sistema uomo-donna, ma dove l’intero discorso è incorniciato dall’inutilità e la nocività dell’egoismo in favore dell’armonia. Un’ecologia della mente, si potrebbe azzardare, alla base. A partire dalla lezione delle scimmie bonobo, “fate l’amore non fate la guerra”, da cui discendiamo. La “logica della spinta gentile” con provvedimenti che non vessano ma invogliano. La bellezza del mondo percepita attraverso i neuroni specchio, com’è nell’iniziazione al paesaggio di alcune tribù che portano i giovani a prendere esperienza della natura (per altro così aumentando la produzione di dopamina). L’esempio brasiliano della Semco e del suo fondatore Ricardo Semler, esperto in “gestione caotica dell’impresa” con il suo management partecipativo. L’esperienza di Interface, ditta leader nella moquette ecologica, atossica, riciclabile e modulare. Il confronto delle politiche energetiche e gestionali tra Fiat e Volkswagen o la cogenerazione casalinga di energia e calore dai vecchi motori di automobili. Tanti i temi toccati dal monologo, perchè «C’è rivoluzione ecologica, se c’è senso della vita. E anche da laico, lo posso dire: siamo in un mondo che è un miracolo!”.

Da sempre laico, ma anche ecologista, e non certo dall’ultim’ora…

«Abbiamo costruito il primo impianto fotovoltaico nel 1982. Lo stesso anno alla Libera Università di Alcatraz, il nostro villaggio a Gubbio, si parlava di ristorazione biologica. Quando ancora non si sapeva cos’era, non ora che può sembrare un’idea banale. E noi la mettevamo in pratica fino in fondo questa scelta. È necessario comprendere che si tratta di un affare anche economico saper gestire l’energia in modo efficiente e senza sprechi. Da qualche anno anche il nostro progetto di un Ecovillaggio non è più un sogno e stiamo costruendo la terza casa. Vogliamo creare un luogo interessante per gli eventi culturali dove sia possibile vedere le tecnologie più avanzate del settore, cos’è possibile fare oggi in termini di autocostruzione, riciclaggio delle acque, produzione di energia…»

Una esibizione di Jacopo Fo

Perchè un festival di ecoteatro?

«Un’iniziativa fondamentale. Ci troviamo di fronte ad una importantissima scommessa per l’Italia. Dobbiamo comprendere che abbiamo difficoltà nel competere e disocuppazione a casua di un ritardo spaventoso nei confronti degli altri Paesi europei  e non solo. Da noi energia e materie prime sono tra le più costose e non le razionalizziamo. Il riciclaggio è scarso… Con questo spettacolo cerco di raccontare la rivoluzione di queste tecnologie, che addirittura ci paiono fantascientifiche, ma che ci consentono di non inquinare e non sprecare. Che è l’unico modo per uscire dalla crisi. In Italia, ad esempio, siamo leader mondiali nella produzione di caldaie che scaldano l’acqua per mezzo di ultrasuoni, bolle che implodono e portano l’acqua a 70 gradi, senza inquinare e senza tubi per i fumi, con una durata pressochè eterna. È lo spettacolo del genio umano!»

Jacopo in compagnia del suo grande papà e maestro Dario Fo

Come sono queste Marche da cui è partita l’idea della rassegna?

«Sono stato qui più volte. Diverso tempo fa a Monsano abbiamo collaborato all’attivazione di gruppi di acquisto per pannelli fotovoltaici. È una delle regioni più avanzate su questi temi. Anche le aziende hanno una sensibilità spiccata a riguardo che ha portato notevoli risultati, come ad esempio al rivoluzionario mulino a vento, progetto capitanato della Western Co. di San Benedetto del Tronto».

PS – Dal palco il regista plaude Cantiano, «amministrazione innovativa che ha capito ciò che serve». Traduzione: nel 2012, dall’impianto fotovoltaico a Casa dei Tosi, oltre 992mila kW prodotti, un risparmio di 548mila tonnellate di CO2 e un utile per il Comune di 254mila euro.

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