Ecoballe, un’unica regia criminale

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La discarica scoperta sulla S.P. 18 tra venosa e Gaudiano, in Basilicata (Foto Cosimo Forina)

Un nuovo caso di discarica abusiva al confine tra Basilicata e Puglia dopo quello scoperto pochi giorni fa a Minervino Murge. Lo segnala il giornalista Cosimo Forina

Cosimo Forina, nato a Canosa di Puglia (Bari) ma abitante a Spinazzola (BT), si definisce nel suo blog “artigiano, autodidatta, giornalista pubblicista”, ma soprattutto è esperto conoscitore delle problematiche locali legate ad  ambiente, gestione dei rifiuti e fenomeni di criminalità legati alle ecomafie. Autore del libro “Il caso Grottelline – cronaca di un giornalista di provincia”, per il quale gli è stato conferito il Premio Internazionale Rosario Livatino all’impegno sociale 2020, dopo aver fatto scoprire l’esistenza di una discarica di ecoballe in una ex cava di marmo a Minervino Murge (BT), punta il dito questa volta su un’altra discarica segnalata in Basilicata al confine con la Puglia, sulla Strada provinciale n.18.

Ecoballe un’unica regia criminale

Non è stato un episodio isolato quello scoperto a Minervino Murge (Bt) dove in una ex cava di marmo sono state abbandonate decine di ecoballe composte da rifiuti di varia natura, pericolosi e non pericolosi: carta, plastica, vetro, contenitori con olio motore esausto, materiale di scarto industriale.

La notizia e la pubblicazione delle fotografie del danno ambientale a Minervino, in una zona che in parte ricadrebbe nell’area protetta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, non ha solo suscitato sdegno ma ha messo in luce azioni illecite reiterate in più luoghi. Con molta probabilità ad agire un solo gruppo criminale con un’unica regia: tonnellate di rifiuti compattati provenienti da impianti di trattamento destinati a diventare combustibile derivato scaricati in luoghi difficili da raggiungere o nei pressi di strade poco frequentate.

La nuova segnalazione, anche questa corredata da fotografie, si riferisce a questo rinvenimento sulla Strada provinciale n.18 che unisce Venosa al piccolo borgo di Gaudiano in provincia di Potenza. In Basilicata, al confine con la Puglia, a soli 28 chilometri da Minervino Murge.

Uno scarico altrettanto inquietante che potrebbe essere avvenuto negli stessi giorni di quello scoperto sul territorio della città murgiana.

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“Ad essere presa di mira dalla criminalità organizzata l’entroterra tra la Puglia e la Basilicata con abbandoni a macchia di leopardo” (foto Cosimo Forina)

La nuova zona franca per i trafficanti sembra dunque essere proprio questa: una terra di nessuno, dove è possibile agire indisturbati ed innescare vere bombe ecologiche.

Lo smaltimento illecito sembra essere cambiato. Dopo gli incendi di capannoni zeppi di rifiuti o di impianti per il loro trattamento registrati a centinaia in varie parti d’Italia, dopo le ecoballe finite sul fondo del mare o destinate al traffico transfrontaliero, ad essere presa di mira dalla criminalità organizzata l’entroterra tra la Puglia e la Basilicata con abbandoni a macchia di leopardo.

Criminalità che ha approfittato dell’emergenza Covid 19 che ha costretto l’Italia a fermarsi. Con camion muniti di una qualche autorizzazione, chi ha agito ha avuto piena libertà, mentre tutta l’attenzione era rivolta agli eventuali trasgressori del lockdown.

La “Terra dei fuochi” che ha segnato la Campania è quindi una tragica realtà diffusa che  alimenta il grande business dei rifiuti e non conosce confini. Poco importa se nel suo agire porta distruzione, inquinamento e morte. Dopo anni in cui si è tentato di minimizzare quanto accadeva nelle zone dei territori devastati del casertano e del napoletano – è notizia di qualche giorno fa – ecco il riconoscimento del nesso tra rifiuti e cancro.

Ambiente e salute sono intimamente collegati tra loro, gli episodi che si stanno registrando in questi giorni pongono tutto in discussione minando finanche le aspettativa di vita.

Le indagini della magistrature, le centinaia di operazioni condotte dalle forze dell’ordine in Italia con numerosi arresti che hanno visto coinvolti non solo gruppi criminali ma anche ‘ndrangheta, camorra e mafia sono solo la conferma della necessità della difesa del territorio.

Le segnalazioni degli scarichi abusivi avvenuti a Minervino Murge e nella vicina Basilicata sono partite dal popolo del Web e non è escluso che potrebbero arrivarne altre.

La criminalità può dirsi vittoriosa solo nel terreno fertile del disinteresse ed i suoi danni possono essere a medio e lungo termine. Ci sono voluti oltre tredici anni per rimuovere in parte le ecoballe abbandonate nel 2008 nel geosito della miniere di bauxite di Spinazzola oggi apprezzato nel mondo.

Si spera che questi nuovi attentati all’ambiente abbiano tempi di bonifica più immediati con l’individuazione dei responsabili prima di nuovi abbandoni.

Cosimo Forina

(le foto sono state fornite dall’autore)

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