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E’ “Vera” la prima compostiera collettiva di Puglia

L'Istituto comprensivo "Stomeo-Zimbalo" di Lecce ha avviato da tempo iniziative di sensibilizzazione ambientale per i suoi piccoli studenti

Dai tavoli della mensa all’orto didattico. Il cibo scartato diventa fertilizzante. All’istituto comprensivo “Stomeo Zimbalo” di Lecce le braccia di 100 alunni hanno appena messo in moto l’unica compostiera collettiva esistente in Puglia, in grado di trattare fino a 25 mila kg di rifiuto all’anno, assicurando tempi di conversione in compost di qualità non superiori alle 12 settimane e assoluta compatibilità. Questa tecnologia non sprigiona, infatti, maleodore.

La sperimentazione è frutto di un progetto denominato R.E.T.I. – Rifiuti ed Ecologia per il Territorio e l’Inclusione, finanziato dalla Fondazione Con il Sud e ideato da 7 associazioni salentine (Nuova Messapia, OIPA Italia onlus – Organizzazione Internazionale Protezione Animali, AttentaMente, A.N.P.A.N.A. Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, EMS – Ente Modelli Sostenibili, A.S.T.S.M. – Associazione Salentina Tutela Salute Mentale), tutte coordinate da Culturambiente in collaborazione con gli assessorati all’Ambiente e ai Lavori pubblici del Comune di Lecce e l’unico partner privato scelto, Axa srl.

"Vera la compostiera" è l’unica compostiera collettiva esistente in Puglia, in grado di trattare fino a 25 mila kg di rifiuto all’anno,

Vera la compostiera – come è stata denominata – rappresenta uno dei 30 esemplari presenti su tutto il territorio nazionale. L’occasione per apprendere è ghiotta per i “piccoli apprendisti” che ospiteranno “Vera” proprio all’interno della loro scuola, dove l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) sarà presente per monitorare il regolare funzionamento del macchinario di ultima generazione.

L’entusiasmo, sin dal momento dell’inaugurazione, ha preso il largo, colmo di curiosità. Gli alunni dello “Zimbalo” – sede distaccata di via Carrara – sembrano già andarne fieri. E probabilmente lo sarebbero ancor più se sapessero che fuori dalla loro scuola, tutto intorno, nella loro città e in quasi tutto l’intero territorio salentino non esistono ancora impianti di compostaggioin grado di assorbire e trasformare in “compost” (terriccio fertilizzante) tutto l’organico che dalle nostre tavole termina dritto nella pattumiera, per chi di compostiera domestica non può godere.

Davanti alla compostiera, il presidente di Culturambiente onlus, Roberto Paladini (a ds.)

Lo ha denunciato lo stesso presidente di Culturambiente onlus, Roberto Paladini, che ha colto l’occasione per lanciare un vero e proprio appello a tutti i Comuni della provincia: «Il 30-35% del totale dei rifiuti prodotti, infatti, è composto dalla frazione umida – ha detto – e secondo i dati diffusi dalla Regione Puglia ne viene recuperato per ora solo il 3%. Il resto, purtroppo, finisce tutto in discarica. Il problema dei rifiuti non può essere risolto senza una precisa volontà politica. Nel territorio salentino la questione è ancora più problematica a causa della totale assenza di impianti di compostaggio». «Se si pensa che ognuno di noi produce circa 1 kg di rifiuti al giorno e che di questa quantità circa un 30% è componente organica, il cosiddetto umido, per lo più scarto dei cibi, fondi di caffè, bucce, etc, e rappresenta la parte fortemente biodegradabile dei rifiuti, si può immaginare – ha dichiarato, dalla sua, l’assessore Andrea Guido – quali benefici si otterrebbero se si diffondesse capillarmente l’utilizzo delle compostiere, sia collettive sia domestiche».

 

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