Sorge a Bussi (PE) la più grande discarica abusiva di Italia. I rifiuti tossici, provenienti dal vicino polo chimico (foto), sono penetrati nelle falde acquifere (fino a 100 metri di profondità), contaminando le risorse idriche.
Il danno ambientale è stimato in 8,5 miliardi di euro. Diciotto persone, riconducibili alla Montedison (precedente proprietaria della fabbrica) sono state rinviate a giudizio; Solvay, subentrata a Montedison, è stata ammessa a parte civile.
Oggi, 29 aprile, il WWF ha raccolto e diffuso i monitoraggi ambientali effettuati a partire dal 2008, cioè da quando l’area è stata dichiarata Sito di Interesse Nazionale. I campionamenti sono stati realizzati dalla società Environ; i risultati validati dall’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (ARTA).
Solvay, in quanto nuova proprietaria del polo chimico, ha dovuto mettere in sicurezza l’area. Sono stati dunque realizzati alcuni interventi, basati sul sistema pump and treat: l’acqua di falda viene pompata in superficie da alcuni pozzi allineati e trattata con filtri a carbone attivo per estrarre i contaminanti.
Il quadro di contaminazione riscontrato nell’area industriale è sconfortante. Il sistema di trattamento delle acque non riesce ad abbattere sotto la soglia di contaminazione diverse sostanze cancerogene. Il terreno di Bussi contiene diossine e furani in valori superiori ai limiti di legge per le aree industriali (23,7 volte): valore, questo, che cresce esponenzialmente se si destinano i terreni ad uso verde/residenziale.
Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo, lamenta la mancata inclusione della Val Pescara nello studio epidemiologico SENTIERI, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e che ha coinvolto gran parte dei siti nazionali di bonifica con risultati estremamente allarmanti.
L’importanza idrogeologica dell’area è notevole: la Val Pescara è circondata da alcuni Parchi Nazionali; sotto di essa scorre la quasi totalità delle risorse idriche regionali. Per questo, conclude De Sanctis, bisogna procedere subito alla bonifica.
Leggi le tabelle riepilogative dei monitoraggi effettuati in Val Pescara:
Tabella 1; Tabella 2; Tabella 3; Tabella 4.


