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Cristian libero su cauzione

Cristian D’Alessandro

Libertà su cauzione per l’attivista italiano di Greenpeace Cristian D’Alessandro. Lo ha stabilito oggi pomeriggio (alle 17,30 ora locale) il tribunale di San Pietroburgo secondo quanto riportato dal canale Twitter di Greenpeace. Sale così a dieci il numero di attivisti, detenuti in Russia dal 18 settembre, rilasciato dietro pagamento di una cauzione.

Nei giorni scorsi migliaia di persone in 263 città di 43 Paesi in tutto il mondo hanno preso parte a manifestazioni pacifiche di solidarietà con gli Arctic30, in carcere da 2 mesi in Russia, in seguito alla protesta contro la piattaforma petrolifera della Gazprom. Volontari di Greenpeace sono scesi nelle piazze di tutta Italia per chiedere ai sindaci di esprimere la propria solidarietà per Cristian d’Alessandro e gli altri attivisti. Cinquantanove i sindaci italiani che hanno firmato la Dichiarazione di Solidarietà.

“Ringraziamo i cinquantanove sindaci per aver preso posizione a favore dell’attivismo nonviolento e contro le trivellazioni nell’Artico – dichiara Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia -. Chiediamo al Primo ministro Enrico Letta e ai politici di tutta Italia di seguire questo esempio e di rendere pubblico il proprio sostegno, così come hanno già fatto centotrentanove parlamentari e altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo”.

Sale così a dieci il numero di attivisti, detenuti in Russia dal 18 settembre, rilasciato dietro pagamento di una cauzione. Gli altri attivisti rilasciati su cauzione sono Ana Paula Alminhana Maciel, David John Haussmann, Miguel Hernan Perez Orsi, Camila Speziale, Paul Ruzycki, Tomasz Dziemianczuk, Ekaterina Zaspa, Denis Sinyakov e Andrey Allakhverdov.

All’australiano Colin Russell, invece, la detenzione è stata prolungata di altri tre mesi. “Rimaniamo sconcertati e affranti – lamenta il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo – per le notizie arrivate da San Pietroburgo: per il fatto che al nostro collega Colin sia stata rifiutata la cauzione e che sia stato mandato di nuovo in prigione per altri tre mesi. Gli Arctic 30 non saranno liberi fino a quando ognuno di loro sarà tornato a casa dalle proprie famiglie”.

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