
Il sindaco della cittadina in provincia di Palermo ci ripensa: con una nuova ordinanza annulla e chiarisce quella precedente
Il benessere degli animali va tutelato e garantito. È quanto sostenuto legittimamente dalle varie associazioni animaliste, sempre pronte ad intervenire quando questo presupposto viene “violato” da qualche legge, norma od ordinanza. Questa volta, quando il sindaco di Castelbuono, in provincia di Palermo, Mario Cicero, ha espressamente vietato di “sfamare cani, gatti e volatili in aree pubbliche, pena una sanzione da 25 a 500 euro”, l’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, e la LAV hanno immediatamente presentato separatamente un’istanza di revoca, ottenendo così un’altra ordinanza che ha chiarito la situazione: si può dar da mangiare agli animali nelle aree pubbliche o aperte al pubblico, ma bisogna garantire la pulizia e il decoro dei luoghi.
La prima ordinanza, che risale al 21 luglio 2023, prevedeva “il divieto di somministrare alimenti di qualsiasi natura, anche sterilizzanti, in forma diretta o indiretta, a volatili, cani e gatti randagi su aree pubbliche o aperte al pubblico, centro urbano e zone limitrofe, Parco Rimembranze e Parco S. Croce, con espressi divieto di gettare granaglie, sostanze e scarti/avanzi alimentari”.
Secondo l’Oipa l’atto è illegittimo, quindi annullabile, perché è in conflitto con la legge n. 281/91, con la legge della Regione Sicilia n. 15/22 e con l’art.9 della Costituzione.
Dopo aver ricevuto le missive delle due organizzazioni animaliste e dopo aver analizzato attentamente il contenuto, il sindaco Cicero è tornato sui suoi passi con un’altra ordinanza, dove esplicita dettagliatamente le modalità di somministrazione del cibo su aree pubbliche a cani, gatti e uccelli, rispettando pulizia e decoro della città. L’obbligo, quindi, è di dar da mangiare agli animali a patto che gli spazi utilizzati vengano poi ripuliti. Inoltre, la nuova ordinanza prevede anche la realizzazione di 5 postazioni dove posizionare i distributori di croccantini o alimenti secchi e ordina ai proprietari di case abbandonate di averne cura, per evitare la prolificazione di animali randagi e topi.
Decisamente un ottimo risultato ottenuto nella battaglia per la difesa dei diritti degli animali. Ma c’è ancora tanto da fare…


