Cara Befana, porterai carbone o regali?

Foto di falco da Pixabay

Cara Befana, sono sempre io, il Mondo.

Ho chiesto a Babbo Natale tante belle cose, ma temo che non abbia ben capito la mia letterina, perché i regali non li ho ancora ricevuti.

Anche a Capodanno ho scritto tanti buoni propositi per il nuovo anno, perché ogni anno voglio fare sempre di più e sempre meglio dell’anno precedente. È vero, non mi riesce, ma almeno ci provo.

Visto che è la tua festa, l’Epifania, la Rivelazione, per chi crede in Dio e in Gesù, vorrei chiederti qualche “pensierino” da ricevere nella calza.

Innanzitutto, non voglio carbone. Gli psicologi dicono che è diseducativo e fa male. È vero, se è di zucchero ricoperto di nero, fa male, soprattutto ai denti. Ed è una punizione. In tutti i sensi. Per gli esperti è sbagliato. Mah! Se è vegetale, tra grandi cataclismi mi sgonfia, ma finisce là. Se è fossile, Dio ce ne scampi! Mi fa tossire e mi avvelena.

No. Il carbone decisamente, no.

Vorrei tanta cioccolata, rigorosamente sostenibile, da colture sostenibili, da agricoltori sostenibili, da terreni sostenibili. Acqua, aria, terra e fuoco, ce li metto io, sono sostenibili.

Vorrei nella calza, rigorosamente sostenibile, prodotta con tessuti riciclati, anche tanti giochi, sempre sostenibili, per tutti i bambini. Anche per i genitori. Ma solo se sono stati bravi. Sennò, carbone. Quello vegetale, mi raccomando.

Ma vorrei soprattutto, nel mio bellissimo calzettone sostenibile, un cofanetto con queste cose: tanta pazienza, per sopportare ciò che mi stanno facendo, tanta forza, per potermi sempre rialzare e guarire quando mi fanno male, il perdono, perché sono sempre i miei figli e stanno ancora crescendo, il castigo, perché se esagerano devono essere rimproverati a dovere, la magnanimità, perché hanno solo me e li amo incondizionatamente, anche se spesso si dimenticano di cosa faccio per loro e a volte meritano di essere puniti.

Tutto qui. Me lo prometti? Ti aspetto… Grazie.

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