Cantieri stradali con bitume e conglomerati bituminosi sostenibili

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Tecnologia e rispetto per l’ambiente sono la risposta adeguata per il rifacimento degli oltre 600mila km di strade e autostrade italiane

In un webinar tra Unem e Siteb, associazioni di settore, si è discusso dei conglomerati bituminosi di altissima tecnologia, sempre più performanti e sostenibili, ideali per asfaltare quasi 600mila chilometri tra strade e autostrade italiane.

Il bitume rappresenta un prodotto dai contenuti tecnologici molto elevati, sia come componente fondamentale per la produzione di conglomerati bituminosi nel settore delle costruzioni stradali ed aeroportuali sia nel settore industriale, come componente essenziale delle guaine impermeabilizzanti. Oggi, grazie alle tecnologie di riciclaggio dei manti stradali e le tecniche di produzione dei conglomerati a bassa temperatura o a freddo, si riesce ad abbattere gran parte dell’impatto ambientale legato alle costruzioni stradali con una considerevole diminuzione delle emissioni inquinanti. Va anche ricordato che è sempre più diffuso il riutilizzo di materie prime secondarie o prodotti di scarto (plastiche e polverino di gomma) realizzando una concreta economia circolare nella costruzione e manutenzione delle strade.

I numeri del settore

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Il comparto produttivo di bitume e asfalti per rifacimenti stradali conta oggi, in Italia, 3.000 imprese che occupano, direttamente e tramite indotto, circa 400 mila addetti. La produzione di conglomerati bituminosi raggiunge in Italia i 30 milioni di tonnellate annue, mentre per quanto riguarda il fresato la produzione ammonta a circa 10 milioni di tonnellate all’anno. Nel 2020 sono state utilizzate circa 1.605.000 tonnellate di bitume per operazioni di rifacimento del manto stradale in Italia, un valore oggi nuovamente in crescita dopo una sostanziale contrazione che si è verificata a partire dal primo decennio degli anni 2000 fino al minimo storico del 2017 (1,4 milioni di tonnellate).

SITEB, l’Associazione Strade Italiane e Bitumi, ha calcolato che il riutilizzo del 25% del fresato d’asfalto comporta ogni anno il minor impiego di 300.000 tonnellate di bitume vergine (con riduzione del fabbisogno di petrolio) e il recupero di 7.500.000 tonnellate di inerti, equivalenti in termini economici ad un risparmio di circa 300-320 milioni di euro di sole materie prime.

Il futuro

Per potenziare ulteriormente la sostenibilità nelle applicazioni del bitume sono in atto numerose ricerche e sperimentazioni dirette alla produzione e utilizzo di “bio binders”. Si tratta di leganti in cui il bitume è parzialmente sostituito da un ?bio-olio” di origine rinnovabile. L’innovazione per una sempre più ambiziosa sostenibilità ambientale riguarda anche gli impianti di produzione del conglomerato bituminoso e le macchine operatrici dedicate alle operazioni di riciclaggio, stesa e compattazione dei conglomerati. In particolare, l’attenzione è rivolta soprattutto ad abbattere le emissioni inquinanti e climalteranti, a ridurre il consumo di energia e di materie prime e a massimizzare il recupero di rifiuti e sottoprodotti.

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