Cani di razza… falsificati

Foto di Myléne da Pixabay

Un’organizzazione criminale slovacca e campana aveva messo in piedi un sistema per spacciare cani meticci come cani di razza

 

Sono sei gli ordini di cattura nei confronti di italiani e stranieri, alcuni dei quali residenti o domiciliati all’estero, accusati di associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata al traffico illecito di numerosi cuccioli di simil bulldog francese ed alla frode in commercio, essendo stati venduti a prezzi altissimi cuccioli come di razza, ma in realtà privi di alcun valore commerciale. La complessa operazione è stata condotta dai Carabinieri del CITES e dalla Polizia di Ravenna, dai Carabinieri del CITES di Napoli e dalla Polizia slovacca, su disposizione del Gip di Ravenna.

Le lunghe ed articolate attività di indagine, hanno interessato diversi Paesi, in particolare la Slovacchia, dove l’allevamento “I cuccioli di Carlotta”, pubblicizzato sui maggiori canali Social come allevamento di cani di razza ubicato in Nitra (SK), movimentava illegalmente una grande quantità di cuccioli di simil Bulldog francese e simil Pomerania.

Foto di Christel SAGNIEZ da Pixabay

Gli appartenenti all’associazione criminale sfruttavano quali promoters dell’allevamento volti noti dello sport e dello spettacolo, VIP che hanno prestato inconsapevolmente il loro volto a tutto beneficio dei trafficanti, facendo così crescere il prezzo di acquisto dei cuccioli che arrivava a superare anche i 3000 euro cadauno.

 Le indagini hanno accertato che tutti i cani venduti dall’associazione criminale come esemplari di razza a prezzi esorbitanti agli ignari acquirenti erano in realtà meticci simil bulldog francesi privi di valore economico in quanto tutti i cani venduti (non avendo alcuna certificazione genealogica vera ed ufficiale) erano privi del certificato di origini-pedigree  ufficiale del paese di origine e dell’Ente nazionale cinofilia Italiana, unico ente abilitato per legge in Italia ad emettere pedigree legittimi per il tramite del Direttore Generale Responsabile dell’Ufficio Centrale del Libro Genealogico dell’ENCI. Solo il pedigree ENCI in Italia può certificare il cane come di razza.

I cani dei “I cuccioli di Carlotta” dichiarati come prodotti in allevamento erano invece reperiti in zone dell’Est Europa senza alcuna garanzia di provenienza e tracciabilità genetica e, una volta corredati da fantasiosi documenti, autoprodotti dai trafficanti in Slovacchia e in Campania, venivano illecitamente introdotti in Italia con ricarichi altissimi per l’associazione, rispetto al prezzo di acquisto originario.

I cuccioli venivano trasportati con modalità tali da eludere il sistema TRACES. Creata ad hoc anche una fantomatica associazione che certificava il pedigree degli animali.

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