Bari, pronto il Villaggio Trenta ore per la Vita di Agebeo

Sopralluogo dell’amministrazione comunale prima della consegna ufficiale

 

Il Comune di Bari ha di fatto completato quanto di propria competenza del “Villaggio Trenta ore per la vita A.Ge.B.E.O.”, la struttura destinata all’accoglienza dei piccoli pazienti oncologici e delle loro famiglie, che sorge su un terreno di proprietà comunale confiscato alla mafia, concesso all’ A.Ge.B.E.O. per il suo progetto di accoglienza. Nei giorni scorsi sono stati consegnati gli arredi (letti, divani, tavoli e sedie) acquistati per arredare le otto unità abitative bilocali, ciascuna dotata di camera da letto, angolo cottura, soggiorno e servizi igienici con uno spazio antistante scoperto. Gli arredi relativi alla cucina, offerti dall’azienda Timurian direttamente all’associazione A.Ge.B.E.O., sono invece in corso di montaggio.

La struttura di accoglienza può contare anche su una piccola palestra per le attività motorie dei piccoli degenti e su spazi comuni in cui saranno svolte le attività dell’associazione A.Ge.B.E.O. e amici di Vincenzo onlus.

“Il tempo che ci separa dall’inaugurazione della struttura, prevista il prossimo 19 febbraio, sarà utile per montare tutto ciò che renderà le unità abitative dei veri e propri bilocali con tutti i confort per gli ospiti – ha dichiarato l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso – Per quanto riguarda il resto, dagli allacci ai servizi fino alla definizione dei dettagli, il villaggio è stato terminato e a breve sarà finalmente pronto per l’uso al pubblico. È stata una delle operazioni più complesse e, allo stesso tempo, soddisfacenti con cui mi sono misurato in questi nove anni e mezzo di amministrazione. Il Villaggio Trenta ore per la vita A.Ge.B.E.O., per me, resta tra le opere più utili alla comunità, una di quelle iniziative per cui vale davvero la pena impegnarsi. Sono sicuro che Michele Farina, farà sì che diventi un luogo accogliente, speciale, dove la sofferenza potrà essere alleviata per qualche ora grazie alla cura e all’amore di chi lo ha concepito. È stato davvero un ottimo lavoro di squadra, per cui desidero ringraziare il collega Lacoppola, che con me ha seguito questo procedimento complesso e articolato, e gli uffici comunali di IVOP, del Patrimonio, del Gabinetto e staff del Sindaco che unitamente alla tecnostruttura comunale hanno fatto un ottimo lavoro”.

“Oggi è una giornata particolare, che segna una promessa mantenuta: quella che 21 anni fa ho fatto a mio figlio Vincenzo, poco prima che morisse – ha commentato Michele Farina, presidente di A.Ge.B.E.O. e amici di Vincenzo onlus – quando gli ho promesso che avrei fatto qualcosa per aiutare i bambini e i ragazzi malati. Oggi il sacrificio di tanti anni, condiviso con gli amici su cui posso contare, trova senso e compimento. Il Villaggio è un gioiello, manca solo il taglio del nastro, fissato il 19 febbraio, alla presenza della madrina di Trenta ore per la Vita. Attraverso il progetto “Home”, infatti, Trenta ore per la Vita ha finanziato in parte la realizzazione del Villaggio, mentre ulteriori risorse sono state raccolte grazie alle attività della nostra associazione e all’impegno di Regione e Comune, che sento di ringraziare per il sostegno prezioso.

Fin qui l’Agebeo, negli anni, ha ospitato 600 famiglie nell’appartamento di via Tommaso Fiore confiscato alle mafie e concessoci dal Comune in comodato gratuito, nel Villaggio potremo fare molto di più e molto meglio per accogliere le famiglie e i piccoli pazienti dei centri pediatrici della città.

I prossimi appuntamenti ai quali sento di invitare la città sono il 19 febbraio, con l’apertura del villaggio alla presenza di Lorella Cuccarini, quindi il 14 marzo, con la grande festa che vogliamo organizzare nell’anniversario di Vincenzo”.

Articoli correlati