Auto: il futuro delle corse si chiama Formula E

Il futuro della mobilità ecosostenibile si chiama Formula E, come Energy. Debutta il 13 settembre a Pechino, nella cornice del parco che ogni fine settimana ospita 200-300 mila cinesi, il primo campionato – per il momento monomarca – del mondo per monoposto elettriche, che toccherà le più importanti città del globo. Il torneo voluto dal presidente federale Jean Todt vedrà schierate dieci squadre e venti piloti, tra i quali ex driver di F1.

Oltre Jarno Trulli, il più atteso ex di Renault e Toyota, sulla griglia di partenza ci saranno la Virgin di Richard Branson, con le due guide Jaime Algersuari, ex Toro Rosso, e Sam Bird.  Bruno Senna, ex Williams, e Karun Chandhok sulle due monoposto indiane della Mahindra. Con il team Andretti potrebbero esserci Michael e Marco, padre e figlio. Si parla anche di Buemi, Sato, Heidfeld, Di Grassi e Liuzzi. Jarno Trulli, che a marzo ha provato la Spark-Renault SRT_01E sulla pista di La Ferté Gaucher, in Francia, ritorna in pista a quasi quarant’anni, dopo 252 GP, undici podi e una vittoria in quindici stagioni in F1.

Il 4 giugno prossimo, intanto, ci sarà lo shakedown generale delle venti vetture dei dieci team iscritti al campionato di Formula E FIA, sul circuito inglese di Donington. Il prototipo è stato progettato e assemblato da Spark Racing Technology, dalla cui officina usciranno le quarantadue vetture per la prima stagione, sotto la conduzione tecnica di Renault, guidata da Frédéric Vasseur.

La futuristica monoposto è capace di raggiungere da 0 a 100kph in meno di tre secondi. Il motore prodotto dalla McLaren Electronics Systems – oltre a cambio ed elettronica – sviluppa 200 Kw, pari a 270 Cv, che spingono la vettura a 230 km/h, producendo un sibilo simile a quello di un jet. La Williams Advanced Engineering responsabile della progettazione, fornisce le batterie e il sistema di gestione. L’Italiana Dallara produce il telaio monoscocca in fibra di carbonio e alluminio, mentre gli pneumatici saranno forniti dalla Michelin, partner ufficiale del campionato.

Per il patron Alejandro Agag, il campionato non dovrebbe fare concorrenza alla F1 ibrida attuale ma rappresentare la palestra tecnologica per il futuro della mobilità ecosostenibile. Agag, però, punta sule grandi Case costruttrici perché partecipino con un propria monoposto.

Novità per gli appassionati che prima di ogni GP hanno la possibilità di votare sui social network i tre piloti preferiti cui dare il «fan boost», un bonus di potenza per sorpassare o fare il giro veloce.

 

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