Ancora ostacoli alla lotta contro reati ambientali

In occasione dell’apertura dell’Anno Giudiziario, WWF ringrazia i tanti legali impegnati nella difficile lotta ai reati ambientali. Dal 1986 ad oggi sono oltre 300 gli eco-avvocati che si sono battuti insieme al WWF contro l’illegalità ambientale in più di 2.000 giudizi. Dal nord al sud si riscontrano gli stessi illeciti: industrie inquinanti, enti colpevoli di violazioni in materia di caccia, privati che compromettono l’integrità di boschi o fiumi, inquinamenti o espansione di cave, progetti deturpanti per il paesaggio o abusivi, progetti di grande opere prive di Valutazione di Impatto Ambientale, incendiari o bracconieri, industrie colpevoli di inquinamenti illeciti.

WWF è presente ed è parte attiva in oltre 300 processi tuttora pendenti. Il numero dei reati in materia di tutela ambientale, salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini resta altissimo: si stima uno ogni 43 minuti, secondo i dati del Ministero dell’Ambiente nel 2010. Tuttavia il nostro codice penale manca ancora di una sezione dedicata ai “Delitti contro l’ambiente”, che WWF sostiene da oltre 15 anni assieme all’attuazione concreta di leggi europee, tra cui la “Direttiva sulla tutela penale dell’ambiente” (Direttiva 2008/99/CE). Infine WWF tiene a ricordare la particolare importanza che le intercettazioni hanno assunto nel svelare i crimini ambientali.

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