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Amianto: il Comune di Casale accetta l'”offerta del Diavolo”

Approvata nella notte la delibera del Comune di Casale Monferrato (Alessandria) che ha deciso di accettare il risarcimento di 18,3 milioni offerto dalla Eternit per la strage dei 1.800 morti da amianto, in cambio della rinuncia a costituirsi parte civile e a future azioni legali. Il consiglio durato tutta la notte e interrotto più volte dalle accese proteste dei cittadini di Casale, ha approvato il documento del centrodestra con diciannove voti favorevoli e undici contrari.

Alle contestazioni dei cittadini di Casale, il sindaco Giorgio Demezzi (nella foto) ha risposto che «accettare la transazione non vuol dire far saltare il processo o perdonare». Il primo cittadino ha aggiunto, poi, che l’offerta in denaro, ribattezzata dalla cittadinanza come “l’offerta del diavolo”, che Stephan Schmidheiny (clicca qui per leggere “Esclusiva Ambient&Ambienti: Eternit Austria e Fibronit, due teste dello stesso mostro”) imputato per strage, vuole offrire al comune di Casale Monferrato, sarà investito «in ricerca, nel sostegno alle famiglie e nell’attività di bonifica».

«È scandalosa e inammissibile», replica l’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, la decisione del sindaco di accettare i 18,3milioni di euro che la proprietà dell’Eternit è in grado di versare «per rimpinguare il bilancio comunale, e così si potranno finanziare parcheggi, e altre opere pubbliche, perché si sa pecunia olet. È più importante l’istanza di giustizia per onorare migliaia di morti ammazzati, assassinati dall’amianto, ma prima di tutto dall’indifferenza e dall’opzione del profitto».

La sentenza del processo è attesa il 13 febbraio a Torino.

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