Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo Nicola Aiello ha accolto le richieste dell’avv. Ezio Bonanni, difensore di Agata Zerbo figlia di Salvatore, operaio della Fincantieri di Palermo, deceduto il 5 febbraio 1993, a causa di un mesotelioma pleurico.
Secondo il GIP il reato è configurabile all’art. 434 c.p., perché è “permanente e si consuma fino a quando perduri nel tempo l’evento disastro. Considerato che l’evento disastro, nel caso di specie, deve ritenersi sussistente e consiste nell’epidemia diffusasi tra i dipendenti della Fincantieri di Palermo”, il GIP ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero, che a sua volta aveva ritenuto prescritto il reato.
Il giudice Aiello ha quindi disposto “l’iscrizione del reato di cui all’art. 434 c.p. e alla identificazione dei responsabili della Fincantieri, nonché nominare un consulente tecnico per accertare la sussistenza o meno del nesso di causalità tra l’attività lavorativa della Fincantieri e l’epidemia – i casi già censiti dall’ONA tra mesoteliomi e tumori polmonari sono circa 150 tra malati e deceduti ma dalla rilevazione epidemiologica condotta dall’associazione tutt’ora in corso il dato tende a crescere di un numero rilevante -,che ha portato al decesso di Salvatore Zerbo per mesotelioma pleurico”.
Soddisfazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da anni in prima linea grazie al contributo dell’avv. Ezio Bonanni, in relazione alle istanze di giustizia di decine e decine di lavoratori esposti all’amianto che hanno contratto mesotelioma pleurico, tumore polmonare e altre patologie asbesto correlate per la presenza di amianto a bordo delle navi e nei bacini di carenaggio di Fincantieri.
Nel caso di una richiesta di rinvio a giudizio, l’ONA annuncia che si costituirà parte civile; intanto proseguono le attività di assistenza ai dipendenti di Fincantieri per i benefici contributivi per esposizione ad amianto per ottenere il prepensionamento.


