Nonostante il cemento abbia sottratto aree agricole, in città il verde urbano conquista terreno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito al rapporto Istat sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane nel 2012.
Nei capoluoghi di provincia, la superficie occupata da parchi e giardini cresce dell’1% l’anno. Le città guadagnano 4 mq di verde; ogni abitante ne ha a disposizione 30.
I nuovi stili di vita, ma soprattutto le emergenze ambientali, impongono un nuovo modo di concepire gli spazi urbani. Ecco allora che il verde si insinua negli interstizi delle costruzioni: nascono giardini verticali e sui tetti degli edifici, i muri vegetali, gli edifici incastonati all’interno di dune verdi.
Cia promuove questo connubio fra architettura e vivaismo, ricordando l’importanza ambientale delle aree verdi: «Da una parte contengono gli effetti dello smog, responsabile di alcune patologie respiraorie; dall’altra, aumentano la vivibilità del centro urbano, considerato l’effetto benefico che il verde ha anche da un punto di vista psicologico per i cittadini».
«L’urbanistica delle città – affermano ancora dal Cia – va ripensata in funzione delle attuali necessità ambientali e alimentari che il nostro pianeta è costretto ad affrontare». La rinaturalizzazione degli spazi urbani è una sfida richiesta dal Protocollo di Kyoto, ma anche dalle nuove concezioni di urbanistica, più innovative ed eco-friendly.


