Sono stati resi noti i risultati del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani. Il progetto è realizzato dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Ev-K2-CNR e con il supporto scientifico del Comitato Glaciologico Italiano. L’iniziativa, patrocinata dal ministero dell’Ambiente e dal World Glacier Monitoring Service, è stata avviata nel 2012 con l’obiettivo di aggiornare i dati dei due precedenti catasti, realizzati dal Comitato Glaciologico Italiano (CGI) rispettivamente nel 1959-1962 e nel 1981-1984.
Sono 896 i corpi glaciali oggi presenti sulle montagne italiane, per una superficie complessiva confrontabile a quella del Lago di Garda, ovvero 368 km2. Sono numerosi, frammentati e di piccole dimensioni (si stima un valore areale medio 0,4 km2), ad eccezione di tre ghiacciai, che presentano un’area superiore ai 10 km2: i Forni, in Lombardia, il Miage, in Valle d’Aosta e il complesso Adamello-Mandrone, in Lombardia e Trentino.
Quest’ultimo ghiacciaio detiene il primato di più vasto ghiacciaio italiano, 16,44 km2. L’Adamello ha una forma insolita, che ricorda i grandi ghiacciai della Scandinavia, caratterizzata da un altopiano da cui si diramano tante lingue. Il primato è stato tolto al Ghiacciaio dei Forni, in Valtellina, poiché è stata creata una nuova suddivisione su basi glaciologiche. Nel precedente catasto, l’Adamello era suddiviso in numerosi ghiacciai: recenti rilievi di spessore hanno però mostrato che si tratta di un grande corpo glaciale unitario.
In Italia predominano i ghiacciai di tipo montano (62%), caratterizzati dalla mancanza di una lingua che fluisce lungo una valle. Il 35% dei ghiacciai è di tipo glacionevato, cioè rappresenta le forme iniziali o finali dell’evoluzione di un ghiacciaio. I grandi ghiacciai vallivi, caratterizzati da un vasto bacino di accumulo e lingue che scendono a bassa quota, rappresentano il 3% del totale.
I ghiacciai italiani sono presenti in tutte le regioni alpine, ma con una distribuzione molto diversificata che dipende, almeno in parte, dalle quote dei massicci montuosi: si passa, infatti, dai 134 km2 della Valle d’Aosta, agli 88 km2 della Lombardia, agli 85 km2 dell’Alto Adige per arrivare ai 3,2 km2 del Veneto e agli 0,2 km2 del Friuli-Venezia Giulia. Va anche ricordato che i ghiacciai italiani sono tutti collocati sulle Alpi, con un’unica eccezione: il Calderone in Abruzzo (0,04 km2 di area), ultimo residuo della glaciazione appenninica, ormai frammentato in due parti.


