A Varese “sogni in movimento” per un ecodesign dalle mille anime

Giorgio Caporaso

Giorgio Caporaso architetto e designer fin dal 1997 quando ha aperto il suo studio aveva un sogno: affrontare i temi dell’architettura sostenibile mettendo al centro l’ambiente e la sua tutela creando prodotti e complementi di arredo concepiti secondo i criteri del design sostenibile. Inutile dire che ci è riuscito benissimo, dopo una lunga e precisa ricerca sui materiali e il loro accoppiamento inedito. Il risultato si è concretizzato nel 2007 con la sua prima Ecodesign Collection, dove gli arredi sono stati realizzati dalla giovane azienda italiana Lessmore con cartone riciclato e legni certificati di varie essenze.

Incontriamo l’architetto e designer Giorgio Caporaso durante uno degli innumerevoli eventi “Fuorisalone” del Salone del Mobile tenutosi la settimana scorsa a Milano. Sta presentando la sua nuova collezione durante la mostra/evento The Room presso lo Spazio Giulio Romano a Milano. Ci presenta le sue creazioni con l’entusiasmo di un genitore orgoglioso dei suoi figli, le linee sono morbide e sinuose, le forme originali pur nella loro essenzialità. Al primo sguardo si intuisce che sono anche mobili accoglienti, funzionali, allegri.

Quando è nato il suo interesse per l’ambiente e per l’architettura ecosostenibile?

Less Chair

Questa attenzione per l’ambiente mi accompagna da tutta la vita, fin da bambino amavo la natura e il contatto con essa e la rispettavo. Diventato architetto ho applicato questa mia inclinazione anche nel mio lavoro mediandolo con le caratteristiche del progetto e trovando il giusto equilibrio tra le esigenze architettoniche e quelle della tutela ambientale. È un processo che è solo all’inizio e l’intenzione è di migliorare sempre di più i progetti e la loro realizzazione per offrire dei prodotti che facciano vivere meglio l’uomo e siano utili a salvaguardare l’ambiente .

Quali sono i capisaldi concettuali su si basa il suo lavoro di eco designer?

Il mio punto di partenza è che l’uomo non è in cima a una piramide dove in basso ci sta il mondo vegetale, poi il regno animale e tutto esiste in funzione degli umani. Io credo che l’uomo sia allo stesso livello di tutti gli altri componenti della natura e che si debba rapportare con loro con rispetto delle loro esigenze vitali. Per questo ho iniziato a lavorare con il cartone riciclato abbinato a legni di varie essenze e sto usando vernici all’acqua. I miei arredi sono tutti in parti assemblabili facilmente con una brugola, non servono altri attrezzi e altrettanto facilmente si possono smontare per sostituire un pezzo. Tutti i materiali che utilizzo sono Made in Italy e prodotti nelle vicinanze della fabbrica per risparmiare energia nel trasporto.

Quali sono le sue ultime creazioni ed eventuali altri progetti nel cassetto?

Il tavolino Tappo

Il tavolino Tappo nella versione con filtro antibatterico e una ventola che convoglia l’aria al suo interno è sicuramente una vera rivoluzione, un efficiente depuratore dell’ambiente. Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano è stato realizzato un filtro in cartone i cui canali contengono chitosano, una sostanza che si ricava dal guscio dei granchi e che ha la capacità di bloccare i batteri e impedirne la proliferazione e dell’ossido di titanio, illuminato da LED a luce ultravioletta che funge da catalizzatore e ossida gli inquinanti dell’aria. Per completare l’aspetto green la possibilità di inserire una tavoletta aromatica per profumare l’ambiente e l’inserimento nel piano del tavolo di uno strato di muschio dei paesi scandinavi che non richiede manutenzione. Il progetto ancora in fase sperimentale è la produzione di una bioplastica (un acetato di cellulosa estratto dalle fibre del cotone del legno) biodegradabile, per creare lamine semitrasparenti, disegnate e colorate da inserire in vari oggetti di arredo.

Oltre alle esposizione al fuorisalone di Milano i suoi eco arredi sono in mostra a Villa Recalcati a Varese, quale è il filo conduttore di questa esposizione?

“Dreams of the move” ovvero le mille anime dell’ecodesign che ha aperto il 5 aprile e chiuderà il 27, è stata curata da Nicoletta Romano. È una finestra sul design ecosostenibile che vuole sviluppare i concetti fondamentali del cambiamento dei nostri stili di vita: armonia con l’ambiente grazie non solo ai materiali utilizzati, ma anche alla modularità, la componibilità, la trasformabilità, la personalizzazione, la riparabilità dei prodotti e soprattutto la facilità di montaggio e smontaggio.

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