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A Foggia si fa ricerca sulle biomasse

Il progetto “Star Agroenergy” è finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “Capacity”

Lo sviluppo industriale coinciderà con il futuro delle biomasse. Cresce la ricerca intorno a questa forma di energia rinnovabile. Sono gli orientamenti che emergono dal progetto “Star Agroenergy” finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “Capacity”. L’Università di Foggia, in questo modo, s’inserisce nel quadro europeo della ricerca, cosiddetta European Research Areas, come una realtà con potenzialità di particolare interesse nelle tematiche delle energie rinnovabili ed utilizzazione di bio-materiali. A dicembre, non a caso, sarà inaugurato un facility center, una struttura tecnologica specializzata nella caratterizzazione merceologica delle biomasse, presso i laboratori “Bonassisa” nella zona industriale di Foggia. Questo centro sarà attrezzato con una serie di strumentazioni analitiche che saranno utilizzate per l’attività di ricerca e studio.

Il prof.Massimo Monteleone, coordinatore del progetto "“Star Agroenergy”

Dall’Università di Foggia ricerche di rilievo – L’equipe di ricercatori è qualificata e sta diventando un punto di riferimento, a tal punto da aver avviato una ricerca con il Jrc, l’ente di ricerca a supporto della Commissione Europea, sulla valutazione dei consumi energetici in campo agricolo e le modalità di riduzione dell’emissioni di protossido di azoto dai campi coltivati. Il polo foggiano, inoltre, fa parte anche di una rete di laboratori di ricerca voluti dall’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia. “E’ un’esigenza – ha spiegato Massimo Monteleone, coordinatore del progetto – ormai evidente. Siamo al termine di un’era caratterizzata da uno sviluppo ed una crescita industriale e produttiva incentrata sull’uso delle fonti fossili. Occorre uscire da questa dipendenza ed è necessario comprendere che tali processi devono essere più maturi ed efficienti nella loro articolazione”.

Dalle biomasse la risposta a molti problemi – I concetti della nuova filosofia si chiamano bio-raffineria, processi produttivi “a cascata”, riduzione dei rifiuti e degli scarti ed aumento dell’efficienza energetica. “Occorre dimostrare – sostiene Monteleone – che siamo in grado con le biomasse di convergere verso un modello produttivo di piccola scala,incentrato su piccoli impianti, basato su una generazione distribuita dell’energia ed in grado di mettere in contatto i punti in cui produce energia rinnovabile con quelli in cui si consuma. Gli stessi punti devono essere in qualche modo prossimi l’uno all’altro”.

Le biomasse sono il nuovo elemento fondamentale su cui incentrare uno sviluppo sostenibile

Si possono integrare in modo efficiente diversi sistemi produttivi in maniera tale che gli scarti, i rifiuti ed i sotto-prodotti di un processo possano divenire fattori ed input di altre fasi produttive. E’ possibile creare eco-cluster per utilizzare al meglio tutte le componenti della biomassa. In questo modo si potrà dare una spinta allo sviluppo delle biomasse in Puglia. “Adesso – sottolinea Monteleone – è stato raggiunto un livello-limite per l’eolico ed il fotovoltaico, oltre il quale sarà difficile andare. Certo si potrà immaginare un ulteriore sviluppo degli impianti e tecnologie. Ma siamo in prossimità di un top. Di conseguenza le biomasse sono il nuovo elemento fondamentale su cui incentrare uno sviluppo sostenibile”.

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