Capsula Mundi, diventa albero dopo la morte

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Ecco come l'involucro Capsula mundi "avvolgerà" il defunto e metterà radici nel terreno

Una scienziata  belga e due designer italiani  hanno progettato Capsula Mundi, un grande uovo in materiale biodegradabile in grado di rivoluzionare il concetto di sepoltura

Polvere sei e polvere ritornerai. Ineluttabile sentenza di madama Morte.
Ma se invece che polvere, diventassimo una  sorta  di seme per rendere un terreno fertile? E se su quel terreno fertile ci piantassero un albero? Magari scelto in vita proprio da noi prima di morire? Non è così che la Morte perde ogni suo aspetto macabro, terrificante e diventa quasi un inno alla vita? Un rinascere sotto forma di albero da piantare in un bosco sacro. Un albero che tutti potremmo abbracciare, curare, seguire nella sua crescita. In un colpo solo via vecchie lapidi e antichi cimiteri e  bare. In questo caso  l’uomo diventerebbe un tutt’uno con l’ambiente circostante.
Il nuovo modo di approcciare la sepoltura ecologica si chiama Capsula Mundi ed è una proposta culturale, un progetto ampio, che propone un diverso approccio al tema della morte.

Un contenitore dalla forma arcaica e perfetta

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Ecco come l’involucro Capsula Mundi “avvolgerà” il defunto e metterà radici nel terreno

La capsula altro non è che  un contenitore dalla forma arcaica e perfetta, quella dell’uovo, realizzato con un materiale biodegradabile, nel quale viene posto il corpo del defunto in posizione fetale oppure le sue ceneri. La Capsula è messa a dimora come un seme nella terra. Sopra di essa viene piantato un albero, scelto in vita proprio  dal defunto, che verrà curato da familiari e amici, come un’eredità per i posteri e per il futuro stesso del pianeta.

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Il cimitero – nel caso specifico –  assumerà dunque un nuovo aspetto, non più grigie lapidi di pietra  ma alberi vivi a formare un bosco, un  vero e proprio “bosco sacro”.
Il progetto è al momento in una fase di start-up – dice  la sua inventrice  Jennifer DeBruyen, una scienziata belga laureata in ingegneria e scienza dei biosistemi. E ’stata lei  infatti ad aver avuto l’incredibile idea di sviluppare una capsula per le ceneri dei defunti. Insieme a lei due designer italiani,  Raoul Bretzel e Annal Citelli. In sostanza   una volta sepolta questa capsula  si decompone e i resti della persona deceduta forniscono nutrienti a un albero piantato sopra di esso.

I cimiteri come boschi sacri

L’obiettivo è quello di sostituire i cimiteri  e le sepolture classiche con boschi sacri. Se   il progetto Capsula Mundi avrà successo, come sembra dai primi eventi tenutisi a livello internazionale  organizzati per spiegare gli obiettivi, dovremmo prepararci ad una visione a dei cimiteri completamente nuova,  e con maggiore rispetto verso la natura e l’ambiente . E anche la morte farà meno paura.

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