La Corte Costituzionale si è ufficialmente espressa in merito al coinvolgimento delle Regioni in materia nucleare. É stata sancita con la sentenza n. 33/2011 «l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari».
Tra le Regioni interessate da questa decisione, per la Puglia l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro dichiara: «Si tratta di una sentenza importante che restituisce piena dignità decisionale alle Regioni e conferma il diritto alla autoderminazione delle popolazioni». E anche la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone non tarda a commentare la vicenda: «La chiusura del Governo rispetto al ruolo delle Regioni è, in realtà, una costante che si rivela riguardo ogni scelta importante. É per questo che Regioni e Governo hanno un’idea diversa del federalismo». Soddisfazione arriva anche da Legambiente Puglia: «Una notizia che ci rallegra perchè ristabilisce il diritto dei territori a partecipare al processo decisionale delle grandi opere che hanno grandissime ricadute ambientali e sociali – dichiara il presidente Francesco Tarantini – L’Italia ha bisogno di una politica energetica che disegni un sistema energetico sicuro, competitivo e sostenibile, in linea con quanto stanno facendo le grandi potenze economiche mondiali».


