Si riattiva la frana di Petacciato: Italia spaccata in due

frana Petacciato

Le forti e incessanti piogge hanno riattivato un fronte franoso storico a Petacciato con gravi conseguenze sia per il Paese che per la viabilità ferroviaria e sulla A14. Le soluzioni non sembrano immediate

 

Non c’è pace per il suolo italiano e le persone che lo abitano. Ancora chiusa l’autostrada A14 fra Abruzzo e Molise per il riattivarsi della frana di Petacciato, interrotta la linea ferroviaria adriatica. E oggi è atteso un vertice con il ministro delle Infrastrutture.

Dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno cinque giorni fa, dove un uomo risulta ancora disperso, il Molise si trova di nuovo in difficoltà a causa del “risveglio” della frana storica di Petacciato. Sulla costa adriatica tra Vasto e Termoli, esattamente in provincia di Campobasso, le forti e incessanti perturbazioni hanno riattivato un vecchio (ma ancora molto attivo) fronte franoso che sta spaccando l’Italia.

tratto autostradale interessato dai movimenti franosi

Al momento la viabilità tra Abruzzo, Molise e Puglia è difficoltosa, se non impossibile e non si sa quando le chiusure di autostrada e linea ferroviaria non saranno più necessarie.

Una situazione storicamente conosciuta e che vanta un triste primato: essere considerato il fronte franoso più grande d’Europa

Per questo motivo era già stato installato un sistema di monitoraggio grazie a cui è stata subito lanciata l’allerta. La frana di Petacciato, all’origine della chiusura odierna dell’A14 tra Vasto sud e Termoli e dell’interruzione della linea ferroviaria Bari-Pescara fra Termoli e Montenero di Bisaccia, è molto conosciuta e si riattiva periodicamente da almeno 110 anni.

L’ultimo importante movimento è stato il 18 marzo 2015, quando fu necessario abbattere una decina di case. L’allora vicesindaco, Alberto Di Vito, ricordò che è una delle frane più grandi d’Europa, con un “cucchiaio di scivolamento di alcuni chilometri, parte dal paese e arriva dentro il mare comprendendo anche la spiaggia”. Ora l’attuale sindaco di Petacciato, Antonio di Pardo, ha chiesto aiuto descrivendo la criticità della situazione: “Siamo rimasti isolati con tutti gli accessi interrotti. Stiamo cercando di sistemare le persone che dovranno essere evacuate, perché per la prima volta il terreno argilloso sotto le abitazioni si sta muovendo“.

Trenitalia in difficoltà nei collegamenti sta cercando soluzioni alternative, così pure la Protezione Civile

binari deformati di 10 centimetri sulla linea Adriatica

Trenitalia sta inviando un messaggio anche a chi è in partenza in cui si comunica che “la circolazione ferroviaria tra Pescara e Foggia è sospesa dalle 12.30 di ieri tra Montenero e Termoli per un movimento franoso in località Petacciato. Sul posto sono presenti i tecnici di RFI. In arrivo anche i geologi per monitorare lo stato della frana. In corso la riprogrammazione dell’offerta commerciale con deviazioni di percorso via Caserta – Foggia. Ancora non è possibile stabilire quando la circolazione sarà riattivata”.

La realtà è che dovranno essere i geologi della Protezione civile, dopo l’analisi e il monitoraggio della frana, a dare il via libera al ritorno alla normalità.

Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha convocato per le ore 16:00 di oggi il Comitato Operativo della Protezione civile per fare il punto sulle criticità e sulle misure da adottare. L’entità dell’evento è stata definita critica “Il fronte di frana è molto lungo, circa 4 km”, ha dichiarato, precisando che si tratta di “una frana storica di cui si era perfettamente a conoscenza e proprio perché il fronte è così ampio la soluzione alternativa nella ricerca della viabilità ordinaria, stradale e ferroviaria, è particolarmente complessa”. Fa sapere che i tempi per il ritorno alla normalità non saranno brevi e che non sarà possibile intervenire fino a quando il fronte non si sarà stabilizzato. “La situazione è particolarmente complessa, e la tempistica lunga, c’è bisogno di qualche settimana se non addirittura di qualche mese”, ha avvertito Ciciliano. “Non ci si può aspettare un ripristino della viabilità in 5-7 giorni – ha aggiunto – parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. Finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi”.

Interviene anche il presidente della regione Puglia: “mettere in campo tutte le azioni possibili”

Anche il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro è intervenuto sulla grave situazione di blocco della viabilità nel basso Molise “Il crollo della frana del Petacciato è l’ennesima cattiva notizia in un momento di grande apprensione per le comunità pugliesi. Il blocco della viabilità adriatica su ferro e su gomma rischia di isolare la Puglia. Siamo a ridosso della stagione turistica ed è inutile dire quanto con il rincaro dei carburanti il trasporto ferroviario sia fondamentale per le esigenze quotidiane dei cittadini e per lo sviluppo del territorio. Chiediamo pertanto al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, con cui sono in contatto poco dopo il crollo, che la Puglia sieda al tavolo nazionale dell’emergenza per lavorare insieme al Governo e alle Regioni confinanti per mettere in campo tutte le azioni possibili per ripristinare i collegamenti nel più breve tempo possibile. Nel frattempo Ferrovie dello Stato mi ha assicurato interventi immediati per un piano alternativo d’emergenza che assicuri i collegamenti dei treni di lunga percorrenza utilizzando la tratta Foggia-Caserta.”.

La frana è “storica” ma da anni si continua a sottovalutarla

Classificata come  “fenomeno naturale difficilmente contrastabile che si risveglia in caso di piogge molto abbondanti”, spesso si rischia di dare per scontato situazioni di questo tipo, fino a quando non succede l’irreparabile. Si sa di questa frana da tempo, ma si continua a collezionare date, sperando che la situazione si stabilizzi, almeno fino al prossimo risveglio della frana.

Si ha notizia di movimenti almeno dal 1916. Altre riattivazioni sono documentate negli anni 1932, 1938, 1953, 1954, 1955, 1956, 1960, 1966, 1979, 1991, 1996 e 2009. Il 23 gennaio 1916 il movimento franoso produsse un considerevole spostamento del binario ferroviario, come avvenuto il 28 gennaio 1991, che interessò il versante destro del torrente Cacchione, provocando danni all’abitato di Petacciato e l’interruzione temporanea di autostrada, ferrovia e statale.

“Su questa frana non si può fare nulla. Bisogna conviverci” dichiararono undici anni fa i geologi della Regione Molise dopo aver effettuato un monitoraggio del fronte franoso. Condividendo il pensiero scientifico dei geologi e nel pieno rispetto di madre natura, senza la quale non esisteremmo, occorre trovare al più presto soluzioni idonee e necessarie per non farci trovare nuovamente impreparati al prossimo acquazzone. Le soluzioni ci sono, basta ascoltarle e metterle in pratica.

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