
Le due Commissioni regionali IV e V in riunione congiunta per discutere della seconda fase
È terminata la seconda fase di audizioni nelle Commissioni IV e V in seduta congiunta, in relazione al disegno di legge sulle aree idonee, ovvero “Individuazione delle superfici e delle aree per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili del decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del 21/06/24”.
Alla presenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico Alessandro Delli Noci e dei dirigenti della Sezione transizione energetica Francesco Corvace, del Servizio Parchi e tutela della biodiversità Caterina Dibitonto, e dei due presidenti delle Commissioni, Michele Mazzarano e Francesco Paolicelli, sono stati ascoltati i rappresentanti delle organizzazioni di categoria del settore agricolo, dei Consorzi di bonifica, di Legacoop Puglia e dei Parchi e delle Riserve naturali.
Gli enti e le associazioni

Per Confagricoltura Puglia è intervenuto Luca Lazzàro, il quale ha evidenziato l’importanza di lavorare per la produzione di energia elettrica in modo connesso alla produzione agricola, come integrazione al reddito agricolo. Le osservazioni esposte in merito al disegno di legge vanno nella direzione di preservare in tutti i modi il territorio e quindi di trovare gli equilibri giusti. Inoltre, è stata chiesta un’accelerazione dell’iter per gli impianti di agrivoltaico per andare incontro alle esigenze dell’imprenditore agricolo, introducendo nello stesso tempo un limite rispetto alla quantità di energia. Da considerare anche l’inserimento della produzione del biogas e non solo del biometano, la cui produzione non è semplice.
Per la Coldiretti Puglia ha parlato Pietro Spagnoletti, rilevando l’opportunità di prestare particolare attenzione al suolo ed evitare il depauperamento del territorio. Considerare come aree non idonee quelle in cui ricadono attività agrituristiche.
Alfonso Guerra di Copagri si è espresso favorevolmente alla bozza del testo legge, richiamando l’attenzione alla speculazione del terreno, chiedendo una più chiara specificazione agli impianti con moduli a terra da installare nelle aree individuate all’art. 3 come superfici idonee classificate aree agricole.
Per Carmelo Rollo di Legacoop Puglia, manca l’impegno a promuovere le costituzioni delle comunità energetiche, sollecitando una maggiore attenzione su tale tematica. Necessaria e fondamentale anche la previsione da parte della Regione di uno strumento di verifica per l’attuazione della legge.

Fra tutti i Consorzi invitati, l’unico ad essere presente quello per la bonifica della Capitanata rappresentato da Raffaele Fattibene, che come gestori del territorio ha evidenziato fra tutte la questione relativa al fotovoltaico galleggiante. Come Consorzio hanno avuto richieste sugli invasi e vasche di irrigazione, da qui la necessità di regolamentare queste fattispecie. L’opportunità anche di verificare la compatibilità dell’impianto agrivoltaico con l’impianto di irrigazione, per evitare l’estinzione della servitù. Cercare di fare un distinguo nella realizzazione delle connessioni tramite l’utilizzo della tecnologia della trivellazione orizzontale controllata (TOC), fra le zone in cui è indispensabile per superare gli ostacoli e il campo libero, dove ci sarebbe solo un maggior dispendio di risorse.
In relazione alla tutela delle aree Parco, sono intervenuti Michele Lastulla per il Parco regionale Dune costiere, Antonio Raguso per la Riserva naturale Bosco delle Pianelle, Valeria Casulli per il Parco terra delle Gravine ed il vicepresidente della Provincia BAT Pasquale Di Noia per il Parco regionale Fiume Ofanto, i quali hanno evidenziato la necessità di rivedere il limite posto dei 500 metri e allargare le aree di rispetto, ritenuti insufficienti per tutelare le condizioni necessarie a garantire la salvaguardia della biodiversità.
Il presidente Mazzarano ha fatto notare la percentuale molto bassa di risposta agli inviti, considerato che per la seduta sono state inoltrate oltre trenta richieste di partecipazione. Ha annunciato poi, che il prossimo appuntamento per il prosieguo delle audizioni è previsto per lunedì prossimo alle 12.
Aree idonee, l’impegno di Casili

“La Regione Puglia – spiega il consigliere del M5S Cristian Casili da sempre impegnato nel rispetto dell’ambiente – ha una produzione di energia da rinnovabili di 6,3 giga e l’obiettivo minimo previsto dal ddl è di produrre ulteriori 7 giga entro il 2030, quindi il doppio della produzione attuale. Le richieste pendenti al momento sono per circa 90 giga. Parliamo di progetti la cui messa a terra supererebbe di gran lunga il numero di GW che siamo chiamati a realizzare. E che garantiranno una messa in rete di energia in eccedenza rispetto a quella che in Regione Puglia consumeremo. Il cui surplus, quindi, andrà a coprire le esigenze di altre zone geografiche. Vanno preservati, quindi, i luoghi del turismo, che rappresentano una delle principali risorse della Regione Puglia, e i paesaggi. Bisogna assolutamente evitare un’ulteriore cementificazione di suolo e la sottrazione di campi alla coltivazione. Così come dobbiamo tenere conto dell’impatto cumulativo in quelle zone come l’Appennino Dauno o il Salento, che hanno già dato tanto in temini di installazione di impianti eolici e fotovoltaici, dove si concentra la maggior parte delle istanze pervenute. Dobbiamo inserire tra le aree non idonee tutte quelle tutelate dal PPTR, che rappresenta uno strumento fondamentale per la salvaguardia del territorio a cui non possiamo derogare. La questione delle aree idonee avrebbe dovuto essere affrontata in combinato disposto con l’aggiornamento del PEAR per evitare di concentrare gli impianti nelle zone in cui la rete è già satura. Per evitare una sorta di ‘colonialismo energetico’ gli investimenti dovranno garantire agli abitanti delle zone oggetto degli insediamenti di impianti il vantaggio di una cospicua riduzione dei costi energetici in bolletta. Definendo, quindi, la parte di produzione di energia da destinare ai pugliesi attraverso la costituzione di una sorta di conto energetico regionale. Vanno inoltre incentivate le comunità energetiche e va rafforzato il fotovoltaico sui tetti, con il ricorso allo ‘scambio sul posto’. Questa sarà la direzione in cui mi muoverò nelle riunioni che mi vedranno parte attiva”.


