È mistero nella penisola della Strea: gli uccelli acquatici sono scomparsi

Da diversi mesi gli esperti e ricercatori stanno monitorando la presenza degli uccelli acquatici nella penisola della Strea a Porto Cesareo. Il grido d’allarme viene lanciato ora perché, proprio in questo periodo, la loro presenza è quasi nulla

 

Fino al 2022 la penisola della Strea era ricchissima di fauna e, in particolar modo, di uccelli acquatici, ora è deserta”.

Martina Valentina è la responsabile per la LIPU, del gruppo Attivo di Porto Cesareo e conosce molto bene, perché la segue da anni, la situazione della penisola della Strea.

Un’attivista in osservazione nella penisola della Strea

In questo momento, a seguito di osservazioni mirate che stanno durando da oltre un anno, è chiaro che la presenza degli uccelli volatili acquatici sta drasticamente diminuendo”.

Sta forse accadendo qualcosa di strano nella penisola della Strea in Salento? Purtroppo si è portati a credere di sì. 

Regno della biodiversità, casa di molti volatili acquatici migratori, stanziali e svernanti, ma da alcuni mesi pressochè  deserta, come se tutti gli uccelli fossero scomparsi o avessero deciso di cambiare casa, la penisola della Strea è una stretta ma meravigliosa lingua di terra che si estende per un chilometro e mezzo lungo la costa meridionale di Porto Cesareo, formando un’ampia laguna. Non facile e scontata da raggiungere, non è così famosa al grande pubblico ma, chi sceglie di visitarla, trova una natura incontaminata che racchiude differenti specie di animali e uccelli di rara bellezza: cormorani, pivieri dorati, esemplari di berta minore nonché assidui frequentatori come piovanelli pancianera, esemplari di svasso maggiore, capinera, sula, albanella reale, beccaccia di mare… e tanti altri volatili acquatici.

La poca accessibilità del posto mirata al mantenimento di determinati equilibri ambientali, hanno sempre fatto sì che in quel luogo regni una pace ed una tranquillità sorprendenti, ottimi elementi per il proliferare della fauna. L’area infatti fa parte della Riserva Naturale Orientata Regionale denominata anche Palude del Conte. 

I numeri di uccelli acquatici che c’erano e quelli che ci sono ora

Nel 2022 la zona era ricchissima e ci fu addirittura l’ avvistamento della Gazzetta Marina, andava tutto bene insomma” racconta Martina Valentina, “così pure nell’inverno 2023, fraticello, fratino, pilo pilo pancianera… c’erano tutti”.

Numeri alla mano, documentati dalla stessa Martina con foto e dati, parlano della presenza di 85 cormorani; oltre 300 pivieri dorati; 200 esemplari di berta minore. E poi assidui piovanelli pancianera, esemplari di svasso maggiore, capinera, sula, albanella reale, beccaccia di mare, strolaga, gabbiano corso, fratino, fraticello, corriere piccolo, corriere grosso, piro piro piccolo, taccola, gabbiano roseo, folaga, albanella, smergo maggiore, piro piro culbianco, aironi cenerini, chiurlo maggiore, pivieressa.

“E tanti altri ma allo stato attuale mancano tutti all’appello: ora gli uccelli migratori, quest’inverno mancavano gli svernanti. Nella primavera del 2023 qualcosa è cominciato a cambiare: gli uccelli migranti si sono fatti vedere, passavano, si fermavano ma non come nel 2023. Non abbiamo capito il perché. Quest’anno la penisola è deserta, si contano poche specie di uccelli migratori: quattro coppie di fratino, una coppia di fraticello e una coppia di gabbiano corso. E basta. La penisola della Strea risulta non essere più casa per i volatili acquatici. Spero che sia una cosa transitoria, ma se penso solo alla specie del piviere dorato, nel 2023 avevamo 350 presenze, oggi 24”. 

Il fratino eurasiatico o più semplicemente fratino

Tanto più che sia a Torre Lapillo che alla Salina dei Monaci, riserve naturali distanti solo pochi chilometri, gli uccelli migratori acquatici ci sono, sia stanziali che migratori e, proprio in questo periodo, come nel caso del fratino, stanno deponendo le uova.

Quali cause di questo allontanamento degli uccelli acquatici da quel luogo che avrebbe tutte le caratteristiche per ospitarli?

Alla Lipu ncora non conoscono le cause ma le stanno studiando da alcuni mesi. Si parla della troppa antropizzazione del luogo, di un inverno particolarmente caldo “ma i dati che abbiamo sulla non presenza degli uccelli sono troppo drastici e in calo, non possono essere disturbati solo da questi due fattori”. 

Potrebbe allora essere una conseguenza dello scarico delle acque del depuratore? Martina Valentina è scettica su questo punto “Non scarica in questa riserva e nel caso accadesse scaricherebbe potassio e non agenti inquinanti. Ma non mi sembra che sia attivo. Posso accertarmi di questo”.

L’avvocato ambientalista Francesco Di Lauro afferma che: Il depuratore di Porto Cesareo è stato inserito nel depuratore di Nardò che scarica vicino alla palude del Capitano, un chilometro e mezzo a sud della Strea. Non scarica molto lontano dalla Strea e addirittura in battigia, non mi meraviglierei se le acque arrivassero a questa riserva naturale”.
Il depuratore di Porto Cesareo è un impianto rimasto inutilizzato per molti anni in attesa che venisse realizzato il progetto definitivo per l’utilizzo delle acque reflue.
Dal 15 giugno 2023 il depuratore di Porto Cesareo si è staccato quasi del tutto da quello di Nardó e ha cominciato a funzionare, scaricando in trincee drenanti che consentono di far assorbire al terreno i reflui.

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Sono stati i “nuovi” reflui ad allontanare gli uccelli acquatici? Se così fosse sarebbe sconcertante, visto che i cittadini della Strea si sono collegati al depuratore solo lo scorso anno. Sarebbe una catastrofe annunciata per l’ambiente e l’ecosistema marino, un avvertimento che la natura ci sta facendo affinché possiamo riuscire, finché siamo in tempo, ad evitare queste situazioni di comodo (scarico di reflui, seppure depurati, in mare o nel terreno). 

Cosa potrebbe allora accadere alla riserva naturale di Torre Colimena che dovrà, giocoforza, accettare la “soluzione” (o come viene chiamata in gergo tecnico “scarico emergenziale”) di ricevere nel bacino di Torre Colimena, dove nidificano fratini e stanziano fenicotteri, le acque “depurate” dal depuratore consortile di Manduria – Sava, anche questo costruito, senza una spiegazione logica, lungo la bellissima costa salentina?

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