Turismo sostenibile nel territorio rurale pugliese. Proposte per la Piana degli ulivi secolari. Questo il titolo della tavola rotonda che si terrà il prossimo 25 gennaio presso il Laboratorio Urbano del Comune di Fasano (BR), con il patrocinio della Regione Puglia e del Ministero della Gioventù, nell’ambito della quale verrà presentato il progetto YAZ – Architettura per un nuovo albergo diffuso.
Il progetto, vincitore della prima edizione del concorso regionale “Principi Attivi – Giovani idee per una Puglia migliore”, è finalizzato alla valorizzazione del territorio rurale pugliese, ma la sua nota originale consiuste nel fatto che sono i giovani a farsi portavoce di questa progettualità diffusa sul territorio.
Tutto parte dall’applicazione di una nuova idea di turismo sostenibile: un turismo rispettoso dell’ambiente e della bellezza del paesaggio, non invasivo e in grado di «soddisfare i bisogni degli utenti e, al tempo stesso, quelli delle regioni ospitanti, proteggendo e migliorando le opportunità per il futuro», secondo la definizione fornita dall’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo. Il paesaggio rurale pugliese è, infatti, composto da elementi di valore minimo e diffuso, come ad esempio un tratturo, una masseria, un insediamento rupestre, una parete di roccia o un albero di ulivo inserito nel caratteristico scenario della macchia mediterranea. Il sistema di questi elementi costituisce, però, un patrimonio complesso e peculiare, la cui tutela e valorizzazione non può passare attraverso metodi convenzionali. Per questa ragione, il progetto YAZ si prefigge di realizzare interventi minimi, diffusi e reversibili che possano valorizzare il paesaggio agricolo pugliese nell’ottica di un reale e sostenibile rapporto con le aree costiere e del turismo consolidato.
In particolare, la realizzazione del progetto passa attraverso diversi momenti, a partire dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle risorse ambientali e delle tipicità esistenti; il rispetto e la salvaguardia della cultura e delle aspirazioni delle popolazioni locali, uniti a una più equa distribuzione dei benefici legati alla gestione delle attività turistica, alla promozione ed il sostegno alla mobilità collettiva e leggera, sono complementari con la creazione di una rete di strutture ricettive di qualità e dalle dimensioni contenute. Completa il quadro del progetto l’applicazione di architetture minime, removibili e dal basso impatto ambientale.
Nella sua prima fase di sviluppo, il progetto YAZ ha, dunque, analizzato il territorio della Piana degli ulivi secolari, nel comprensorio dei Comuni di Monopoli, Fasano, Cisternino ed Ostuni, e particolarmente l’area compresa tra la Murgia ed il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere, e ha così identificato alcuni luoghi sensibili, vale a dire: una cava, un insediamento di architetture rurali, un lotto confiscato alla mafia, un campo di agricoltura biologica, un uliveto nei pressi del mare ed una masseria produttiva di proprietà pubblica.
Nella seconda fase del progetto, tali contesti paesaggistici e architettonici “minori” sono divenuti oggetto privilegiato di tutela e valorizzazione, tramite la realizzazione e il collocamento in loco di cellule abitative, realizzate secondo i più moderni principi dell’architettura plug-in, destinate alla ricezione turistica e caratterizzate da un alto grado di reversibilità, versatilità e adattabilità ai più diversi contesti spaziali.
La cellula YAZ è, infatti, una struttura architettonica semi-autonoma che, proprio come i software plug-in in campo informatico, vive del principio della sostenibilità e dello scambio con l’ambiente ed il paesaggio circostanti. Essa, infatti, può interagire e ampliare le funzioni di:
– un sito rurale, perché permette di associare alla normale attività agricola una più piena e consapevole attività ricettiva;
– un’architettura rurale preesistente, perché può essere aggregata ad un edificio, una cisterna, un ricovero esistente, permettendone il recupero e il riuso efficace tramite interventi reversibili e poco invasivi (una volta rimosse, le cellule YAZ non lasciano segni sul territorio, se non il recuperato patrimonio edilizio storico);
– un percorso esistente (strada vicinale, tratturo, sentiero, ecc.) o una strada tematica (via dell’olio, via dell’acqua, via del pellegrinaggio, ecc.), perché permettere di realizzare una serie di “stazioni leggere” che producono accoglienza alternativa;
– un sito paesaggisticamente importante o un’area protetta, perché inseriscono il valore della residenza temporanea e non invasiva in contesti dall’altissimo potenziale turistico o didattico (le cellule possono anche essere destinate a scopo educativo e non solo ricettivo-turistico, perché la consapevolezza ambientale è un valore nuovo non solo per i turisti, ma anche per i residenti del “paesaggio”).
È questo, in sostanza, il concetto di albergo diffuso, che si prefigge di valorizzare le risorse locali esistenti a fini turistici, arrestando, al tempo stesso, la degenerazione del turismo rurale, che sta portando a sempre più radicali modifiche nell’uso delle architetture e del territorio, in un logica dominata unicamente dal profitto e per nulla attenta al rispetto dell’ambiente e del paesaggio rurale.
Un progetto innovativo, dunque, che si rivolge indistintamente a Sistemi Turistici Locali esistenti o potenziali, Enti Pubblici e di Gestione di Parchi e Aree Protette, soggetti pubblici operanti nell’ambito territoriale interessato ed anche a soggetti privati quali associazioni, imprese turistiche ed altri soggetti che operano con responsabilità alla valorizzazione del territorio ed al suo sviluppo turistico. E, ancora una volta, un progetto completamente ideato e realizzato da giovani pugliesi: gli architetti Giovanni D’Amico (Fasano) e Giulia De Noto (Bari), del gruppo DED’A STUDIO, con la consulenza dell’architetto Giandomenico Florio (Palo del Colle) e dell’architetto urbanista Patrizia Pirro (Bari) e la collaborazione della dottoressa in architettura Eleonora Adesso (Molfetta).


