Vendita abusiva di pesce sui pescherecci: sequestri e sanzioni

I controlli mirati sono avvenuti nel porto di Ancona ad opera della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera e del Servizio Veterinario

 

La Guardia di Finanza, reparto ROAN di Ancona, insieme alla Guardia Costiera e al Servizio Veterinario hanno effettuato una serie di controlli mirati sul Molo Mandracchio nel porto di Ancona, mirata a reprimere la vendita abusiva di pesce.

È una pratica consolidata da tantissimo tempo in tutte le zone marittime. La vendita del pescato direttamente sui pescherecci appena rientrano in porto dopo la battuta di pesca è una pratica nota a tutti, in passato era più frequente ed evidente, ora avviene per “conoscenza” e si fa di nascosto da occhi indiscreti. L’acquisto sul peschereccio assicura prodotti migliori o che non si possono vendere, a prezzi di favore, aggirando il mercato ittico e le sue dinamiche. In passato si vedevano spesso sui vari moli gruppi di persone pronte ad accaparrarsi il miglior pescato prima che arrivasse alla vendita al dettaglio. In alcuni casi, i venditori di sono attrezzati con banchetti di fortuna e facilmente rimovibili per provvedere al vendita. Questa pratica, però, oltre a creare disagi e abusi alla filiera, in realtà favorisce l’illegalità e impoverisce la pesca, Inoltre, visti i costi del pesce appena pescato, non è plausibile vendere a prezzo conveniente pesce pregiato al privato quando al mercato lo si può vendere anche 10 volte tanto. Per cui, la vendita diretta di pesce direttamente dalla barca non è detto che sia poi più conveniente di quello venduto dalla filiera.

Sulla base di queste considerazioni e sulla necessità di fermare gli abusi e l’illegalità, è scattata l’operazione ad Ancona.

Durante i controlli, molti venditori non avevano i documenti necessari per la vendita ambulante ed erano privi dei documenti relativi alla tracciabilità dei prodotti. Inoltre, è emerso che il pescato era venduto in pessime condizioni igienico sanitarie, perché era esposto agli agenti atmosferici e all’inquinamento stradale, perché effettuato direttamente per strada, in cassette di polistirolo, e senza ghiaccio.

Alla fine sono stati sequestrati 215 kg di pesce e molluschi per un valore commerciale pari a 2.200 euro, contestate violazioni amministrative per un ammontare complessivo a 5.164 euro. Gli operatori dell’Ufficio Veterinario ASUR Marche hanno anche accertato diverse irregolarità sui mezzi impiegati per l’attività commerciale e nella tenuta e conservazione dei prodotti della pesca esposti per la vendita.

Il pescato è stato sequestrato e destinato alla distruzione perché non idoneo al consumo umano. I controlli sono avvenuti anche a bordo dei pescherecci.

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