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Trinitapoli: Gli Ipogei del Bronzo e del Neolitico

Fossato neolitico con fori di palificazione

La ricerca

Come un giovane ricercatore del Louvre, cerco, non negli archivi ipogei dei musei, ma scavando tra letture, documenti e veri ipogei dell’età del Bronzo e del Neolitico, le origini del modo di abitare in Puglia. Ho scelto di cercare sul campo, nel territorio abitato, leggendo, guardando, ma soprattutto chiedendomi chi sono stati i primi abitanti di questo territorio? Quali i primi siti geografici abitati? Quali modi e tecniche sono stati utilizzati per edificare le prime abitazioni? Che connessione c’è tra geologia e scelta del luogo su cui si sono insediati i primi abitanti della Puglia? A queste domande ho cercato risposte visitando un luogo unico nel suo genere; gli ipogei del Neolitico e del Bronzo portati alla luce dal Comune di Trinitapoli e dell’Archeoclub d’Italia locale.

Gli inizi

Secondo Antioco di Siracusa i popoli della Puglia, dall’estremità del Salento a sud sino al promontorio del Gargano a nord sono stati Japigi, Illirici d’origine Cretese-Micenea. Polibio chiarisce inoltre che erano suddivisi in tre grandi gruppi: Messapi, Peucezi e Dauni procedendo da sud a nord. I Peucezi occupavano la parte centrale della Puglia. I Messapi la parte sud, nella terra tra i due mari. I Dauni la parte nord nella piana tra l’Appennino e il mare Adriatico. I luoghi abitati della Daunia, nello specifico, erano formati da gruppi di capanne fatte di rami e canne, sostenute da pali, rese impenetrabili all’acqua da strati di intonaco d’argilla. Di capanne sono state rilevate due esemplari: una a pianta rettangolare con i lati rettilinei e un portico anteriore d’ingresso, alcune con fondo absidato, con il perimetro segnato nella terra formato da due solchi paralleli – luogo per l’alloggiamento delle pareti perimetrali – l’altra, costruita con la stessa tecnica, a pianta ovale o tonda, all’interno dei fossati semicircolari che le cingevano.

La scelta del sito

I luoghi abitati, delimitati dai fossati, erano principalmente posizionati in zona piana, sulle colline, su punte di terra protese verso il mare o su zone lagunari. Uno di questi luoghi è visibile ad occhio nudo nelle campagne di Trinitapoli, nella piana lagunare verso le grandi saline affacciate sull’Adriatico, scoperto alcuni anni fa e recuperato alla conoscenza; sito primario in cui, intorno al VI secolo a.c. si sviluppò la civiltà del Neolitico e del Bronzo. In quest’insediamento sono state ritrovate tracce di palificazione per capanne all’interno del fossato perimetrale, nel quale sono state individuate nicchie orizzontali scavate a “C” contenenti, ossa, frammenti di vasi decorati con motivi ceramici impressi, graffiti, dipinti, strumenti d’uso quotidiano di selce ed ossidiana.

La doppia scoperta

La scoperta più interessante durante la campagna di scavo riguarda il rinvenimento di una struttura ipogeica dell’età del Bronzo il cui tracciato interseca e si sovrappone a quello più antico del fossato Neolitico. L’ipogeo, scavato nel banco calcareo tipico della Daunia chiamato crusta è articolato in due ambienti composti di un corridoio rettilineo lungo e stretto in direzione sud-ovest che si biforca in due rami, uno verso ovest, l’altro verso est. L’interno presenta due aperture irregolari circolari in cui sono state ritrovate ossa umane, manici di bronzo, anelli, orecchini, torques, spilloni, saltaleoni, cuppelle, gioielli d’ambra a pasta vitrea, pendagli forati di pietra e osso, conchiglie con l’umbone forato, spade, vasi, tazze e scodelle finemente decorate con eleganti motivi eseguiti ad intaglio profondo sull’argilla, tutti segni della presenza di una comunità appartenente ai ceti  inseriti nel traffico dei metalli e dell’ambra, lungo le direttrici di trasporto tra l’Europa continentale e l’Egeo; un luogo ricco di testimonianze archeologiche che iniziano ad informarci sui modi di vivere e abitare la Daunia.

Luoghi e Bibliografia essenziale:

Comune di Trinitapoli, Ipogeo dei Bronzi (visitabile e aperto al pubblico).

Comune di Trinitapoli, Museo Civico (visitabile su richiesta).

Marina Lamacchia, Ricognizioni archeologiche nell’area di Trinitapoli, estratto da Trinitapoli nella civiltà del Tavoliere, Schena Editore, Bari, 2007.

PHOTOGALLERY

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