Taranto, sequestrati mille ricci appena pescati

Verbalizzati i due pescatori, mentre i ricci sono stati rigettati in mare

 

Questa mattina la Guardia Costiera di Taranto ha sequestrato 1000 ricci di mare a Taranto. La motovedetta CP 264 della Guardia Costiera di Taranto ha intercettato lungo il litorale orientale, un natante da diporto con a bordo due persone, di cui una con muta da sub e bombole d’ossigeno, che detenevano a bordo un’ingente quantitativo di ricci di mare appena pescati. I militari hanno provveduto a verbalizzare i trasgressori e a sequestrare i 1000 echinodermi, successivamente rigettati in mare in quanto ancora vivi.
La normativa nazionale prevede come limite per la pesca sportiva del riccio di mare la cattura di soli 50 esemplari a mani nude, senza quindi strumenti come bombole di ossigeno, al fine di tutelare l’ecosistema marino da attività che comprometterebbero il suo delicato equilibrio. E che la tutela del riccio di mare sia un aspetto essenziale  per il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini, ma anche per lo sviluppo delle attività di pesca sostenibile” nei nostri mari, in particolare dell’Adriatico, lo dimostra il progetto “TuGePlAl” (l’acronimo sta per “Tutela e gestione dei Paracentrotus Lividus e Arbacia Lixula”), condotto dal Dipartimento di Scienze Agro Ambientali e Territoriali dell’Università degli Studi di Bari e dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, insieme al GAL Sud Est Barese ed al GAL Valle d’Itria. Al progetto aderiscono inoltre il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere ed il WWF Levante Adriatico.

Il progetto ha l’obiettivo di migliorare gli attuali e futuri assetti ambientali ed economici della costa barese-brindisina, con particolare riguardo alle attività connesse alla pesca e ad un consumo più consapevole dei ricci di mare.
Nell’ambito del progetto sono allo studio una nuova normativa sulla pesca dei ricci e numerose attività di comunicazione.
«Sentiamo di ringraziare la Guardia Costiera di Taranto e in particolare il comandante Diego Tomat – riferisce Nicolo Carnimeo delegato regionale del Wwf Puglia – per l’efficace operato nella tutela dell’ambiente marino e in particolare della pesca illegale».

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