Spreco alimentare, come evitarlo anche a Pasqua

Per evitare lo spreco di cibo durante le feste, gli avanzi si possono conservare con cura per inventare nuove pietanze

La Pasqua di quest’anno sarà ovviamente atipica. L’emergenza per il Covid-19 ha costretto il Governo e le autorità ad obbligare i cittadini a rimanere rigorosamente chiusi in casa nei giorni di Pasqua e di Pasquetta. Chiusi tutti gli esercizi alimentari in quei due giorni, aperte  solo le farmacie, le parafarmacie e, in alcune città, le edicole. Attivi i servizi a domicilio. Potenziati ulteriormente i controlli, multe salatissime e denunce a chi sarà scoperto fuori casa senza reali necessità.

In questa difficile situazione, e il meteo quest’anno non ci aiuta perché è previsto bel tempo, i cittadini devono far la spesa entro sabato e terminarla entro le ore 19. Anche se sono rigorosamente vietate le tavolate e le gite fuori porta, gli italiani non possono rinunciare al cibo e alle tradizioni culinarie. Anche se gli acquisti saranno nettamente inferiori, bisogna pensare a modi alternativi per “riciclare” il cibo che non verrà consumato.

Come evitare gli sprechi

Per evitare lo spreco delle nostre pantagrueliche tavole basta consumare gli avanzi nei giorni immediatamente successivi alle festività di Pasqua e Pasquetta. Magari, utilizzando alcuni alimenti in maniera diversa, mischiandoli insieme ad altri, oppure cucinandoli.

Partiamo dai salumi. Se non consumati freschi come antipasto, si possono utilizzare insieme ad altre pietanze cotte, per esempio nella pasta o al forno con i rustici. In alcuni casi si possono anche congelare, ma è consigliabile farlo quando sono ancora freschi. Poi ci sono quelli stagionati che hanno una vita piuttosto lunga se conservati correttamente, seguendo le indicazioni riportate sulle etichette.

Uova e latte

Le uova hanno sicuramente una grande versatilità. Crude, cotte e sode possono essere usate in svariati modi, ma è meglio non superare le scadenze. Se il guscio è danneggiato, le uova bisogna consumarle subito, ma se c’è qualche sospetto di contagio, è meglio gettarle nella spazzatura.

Il latte e i suoi derivati hanno scadenze variabili, in base alla tipologia del prodotto e alla stagionatura. Anche questi alimenti, come mozzarelle o formaggi freschi, vanno consumati rapidamente, da soli o cotti per arricchire altre pietanze. Se stagionati, possono mantenersi a lungo, facendo attenzione alle modalità di conservazione e alle muffe. Di solito, il frigo o luoghi freschi e asciutti sono ideali per tutelare il prodotto.

Pasta, pesce, carne, frutta e verdura

Pasta, pesce e carne vanno consumati al massimo entro qualche giorno dalla preparazione, perché si deteriorano rapidamente, anche se conservati correttamente nel frigorifero.

Frutta e verdura, invece, se conservate correttamente, in base alla tipologia, possono essere consumate anche dopo alcuni giorni, meglio comunque non superare una settimana. La frutta in eccesso, però, può essere usata anche per fare una bella macedonia oppure succhi di frutta da tenere in frigo per un po’.

Prodotti da forno

I prodotti da forno sono spesso quelli più apprezzati. Focacce, pizze, rustici e pane ci sono sempre sulle nostre tavole. Questi alimenti sono squisiti se caldi. Anche riscaldati conservano il loro sapore, ma è meglio consumarli entro qualche giorno.

Il pane, invece, può essere congelato o riscaldato nel forno se diventa raffermo. Se duro, può diventare pangrattato e durare a lungo.

la birra fatta con il pane

Ma il pane può avere anche un’altra vita. Il progetto Biova recupera pane per produrre birra. “Ogni giorno in Italia sono 13.000 i quintali di pane sprecati, per questo, abbiamo pensato di trasformare questo spreco in valore – afferma Franco Dipietro, CEO di Biova – In 2.500 litri di Biova ci sono 150 kg di pane imbevuto che, invece di essere buttati, producono un circolo virtuoso all’insegna dell’economia circolare: vuol dire un risparmio di malto d’orzo del 30% e una riduzione del consumo di CO2 di circa 1365 kg”.

L’olio, dove lo metto?

Lo stare in casa fa cucinare di più e fa mangiare di più. Anche cose che di solito non si cucinano. Il fritto è una di quelle cose. Se il fritto, che fa male soprattutto se si abusa, rende tutto buono, l’olio esausto è nocivo per l’ambiente. Ormai si sa che non bisogna gettarlo negli scarichi casalinghi e nel terreno perché altamente inquinante. Per smaltirlo correttamente bisogna gettarlo negli appositi contenitori nelle isole ecologiche dei propri Comuni.  Il consorzio RenOils ha stilato un vademecum per educare ad un corretto smaltimento dell’olio.

Il dolce di Pasqua

torta cioccolata Pasqua
Torta Tenerina (fonte: Riciblog)

Alla fine di tutto c’è sempre il dolce. La colomba pasquale ha una seconda vita inzuppata nel latte, come per il pandoro, la cioccolata delle Uova di Pasqua, invece, ha molteplici usi. La cioccolata, sciolta a bagnomaria, può servire in tante ricette per fare i dolci, sulla frutta o per la fonduta. il sito Riciblog della Fondazione Bonduellle, a tal proposito, suggerisce tre ricette da provare in casa alla portata di tutti.

I dolci pasquali hanno registrato quest’anno una netta flessione. In un sondaggio condotto qualche giorno fa da One Poll tra 100 consumatori italiani con figli o nipoti e pubblicato da Pro Carton, l’Associazione europea dei produttori di cartone e cartoncino, il 97% degli intervistati acquisterà le Uova di Pasqua, mentre il 70% degli intervistati sceglierà la confezione in cartone. Un ottimo segno, ma i produttori si sono adeguati?

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