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Smart city, importante la manutenzione

Per essere veramente operativa una smart city ha bisogno di un rigoroso sistema di manutenzione

Stabilimenti, macchinari ed impianti devono essere mantenuti in perfetta operatività, sicurezza ed affidabilità. E’ una necessità che s’impone all’interno delle smart city, evidenziata da Nicola Serioli, direttore servizi di Keen Consulting. L’azienda ha creato un connubio di esperienze con Altanet, società che ha svolto attraverso il Por 2007-2013 attività di formazione e ricerca specifica. Il suo “bagaglio” di esperienze, comunque, è vasto. Si può considerare un profondo conoscitore del funzionamento delle smart city. Laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria informatica ed automazione industriale, ha conseguito ulteriori specializzazioni. Da sette anni segue in maniera particolare i sistemi dell’enterprice asset management e manutenzione e da sei anni lavora nel mercato dell’energia elettrica e delle rinnovabili con altre soluzioni per il consumo energetico e fatturazione. L’occasione per rivolgergli qualche domanda è stata la 77^ edizione della Fiera del Levante.

Come si possono mantenere efficienti le smart city? 

Nicola Serioli

«Un paradigma mutuato dal mondo dell’industria è l’ingegneria della manutenzione. Si tratta di svolgere in una smart city un’attività di monitoraggio costante che consenta in modo preventivo di mantenere efficace ed efficiente un sistema e soprattutto contribuisca alla riduzione di consumo energetico e controllo dell’emissioni di Co2. C’è il protocollo di Kyoto ed altri strumenti che fissano precisi impegni».

In che modo, in particolare, si applicano al patrimonio urbano?

«I meccanismi o sistemi informatici sono di sostegno alle necessità di manutenzione preventiva, riduzione dei costi ed efficienza energetica. Un esempio è l’utilizzo di questi sistemi per la manutenzione del patrimonio urbano veicolando in modo oculato il consumo di energia elettrica ed utilizzando anche le fonti rinnovabili che sono per loro natura intermittenti. Questi sistemi sono un supporto operativo che consentono di entrare in possesso di una raccolta di dati e gestione per mettere in pratica gli impegni presi con il Patto dei sindaci».

Che tipo di sistemi ci sono?

«Ci sono sul panorama internazionale vari software applicativi. Secondo analisi svolte, ne esistono quattro o cinque che sono classificati come Enterprise Asset Management  (EAM). Questi sistemi sono l’evoluzione di quelli di manutenzione sviluppati in quest’ultimo decennio che intervengono sulla rottura e gestione del guasto. Spostano l’attenzione su logiche preventive. Questo paradigma è stato mutuato dalle industrie che sorgono all’interno delle smart city, dove il fabbisogno, l’efficienza energetica e la misura di tutte le variabili, che contribuiscono al benessere dell’uomo, devono essere monitorate in maniera costante e mantenute in modo efficace ed efficiente».

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