S’impara con i genitori a comprendere la composizione del terreno

"Ortobimbo" viene presentato domenica 17 marzo al Centro Futura di Parco 2 Giugno a bari

Le mani nel terreno, quanto di più “godurioso” per i bimbi! Ci sono tanti esperimenti da svolgere nell’orto (di città o campagna, questo non importa), pensati per conoscere in modo più accurato e professionale il suolo e i suoi componenti. Insomma l’idea di iniziare come destreggiarsi già in tenera età in questo ambito è davvero intrigante, quanto mai necessaria per guidare i ragazzini ad un futuro consapevole. Non a caso domenica 17 marzo a Bari sarà presentato – alle 11- negli spazi della Biblioteca dei Ragazzi del Centro Futura a Parco 2 Giugno il libro Ortobimbo. L’orto urbano dei bambini di Josep Vallès (ed. Nuovi Equilibri), libro nato in collaborazione con l’Associazione di Agricivismo Urbano EFFETTO TERRA. Occuparsi dell’orto, quindi, si può trasformare in un momento ludico irripetibile. Lo suggerisce anche il portale della community Grow the planet che affronta temi spesso legati alla produzione dei prodotti naturali. Questa volta la conoscenza dell’orto parte, come prima cosa, nel raccogliere un campione di terreno, scioglierlo in acqua in un vaso trasparente e vedere cosa succede. Un esercizio utilissimo per ottenere maggiore familiarità con il suolo che ospita i tuoi preziosi ortaggi. Si passa poi all’inevitabile domanda: il terreno è argilloso o sabbioso? Circolano liberamente acqua e ossigeno o hanno bisogno di qualche correzione?

Un gioco da fare – Materiale occorrente per questo gioco: paletta, setaccio con maglia di 2 mm, bilancia, vaso trasparente cilindrico (preferibilmente lungo e stretto), acqua, cronometro, pennarello indelebile, penna e carta. Si procede in questo modo: raccolto un campione di terreno con una paletta, si pesa e si segna la misura totale della terra raccolta. Poi si passa a separare la ghiaia dal resto della terra con il setaccio e infine si prende nota del valore della ghiaia. Tocca ora alla terra fine. Il materiale setacciato viene messo nel vaso in cui prima è stata messa acqua in proporzione di 1 a 3 (1 parte in volume di terreno, 3 di acqua) e la si lascia depositare, dove averla mescolata. Dopo 40 secondi: si consiglia di prendere la misura del livello del materiale che si è depositato.

Secondo gli esperti un terreno normale dovrebbe avere circa il 40% di sabbia, 40% di limo, 20% di argilla

Dopo 30 minuti: prendere invece la misura del secondo strato sedimentato e segnarlo, ovviamente. Infine dopo 24 ore basta segnare la terza e ultima misura, inutile dirlo, dal secondo segno fino al nuovo deposito . Ed ecco come si arriva a stabilire la composizione del proprio terreno analizzato: prima misura = strato di argilla; seconda misura= strato di limo; terza misura = strato di sabbia. E’ questa quindi un’esatta fotografia della tessitura del terreno. Di conseguenza si capisce facilmente come la buona crescita delle piante sia strettamente legata al risultato ottenuto. I valori si ritengono negativi se ci troviamo più del 70% di sabbia, allo stesso modo se più del 70% di argilla, per non parlare degli oltre il 70% di limo. Un terreno normale infatti (gli esperti parlano di “tessitura franca”) dovrebbe avere all’incirca il 40% di sabbia, 40% di limo, 20% di argilla. Infine va detto che il peso della ghiaia su tutto il campione di terra definisce quello che si chiama “scheletro” del terreno. Esso è eccessivo se supera il 40%, perché trattiene poca acqua e di solito non è molto fertile. Tutto questo porta ad un unico obiettivo: serve per correggere eventuali squilibri del terreno in modo da avere un orto sano e rigoglioso. Risultato? Viva gli ortaggi!

 

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