
La Guardia di Finanza ha arrestato 6 persone per intestazione fittizia e associazione a delinquere aggravati, modalità e finalità mafiose, corruzione, auto-riciclaggio, frode in pubbliche forniture e truffa
Sono stati sequestrati dalla Procura di Catanzaro, con facoltà d’uso, il viadotto “Bisantis”, realizzato dall’ingegnere Riccardo Morandi, e la galleria Sansinato, sulla strada statale 280 “dei Due Mari”, in attesa di svolgere accertamenti tecnici, in quanto i lavori di manutenzione sarebbero stati realizzati con materiale scadente, simile a quello utilizzato per il ponte Morandi di Genova, crollato nel 2018.
Il sequestro rientra tra le misure contenute nell’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale del Catanzaro, nei confronti di 6 indagati a vario titolo per trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso, in relazione, fra l’altro, ai lavori di manutenzione straordinaria del ponte “Morandi” e di un tratto della SS 280.
Nel corso delle indagini, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia, e delegate alla Guardia di Finanza di Catanzaro, è emerso che una delle tre società di costruzione sequestrate dal G.I.P. aveva ottenuto la manutenzione straordinaria delle strutture utilizzando malta scadente ed economica, con la complicità del direttore ai lavori e di un ingegnere. Sequestrati anche oltre 200.000 euro quale profitto dei reati contestati.
Due imprenditori operanti nel settore delle costruzioni e dei lavori stradali avevano costituito delle società intestandole fittiziamente a una loro collaboratrice, pur mantenendone il controllo di fatto. Una di queste società si era aggiudicata i lavori di manutenzione straordinaria del calcestruzzo del ponte e il rifacimento dei muri di contenimento della galleria.
I nomi dei due imprenditori sono apparsi anche nell’operazione “Basso Profilo”, affiliati a due associazioni per delinquere finalizzate alla commissione di reati tributari, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego e trasferimento fraudolento di valori.
Nei confronti di 4 indagati è scattato l’arresto, tre in carcere e una agli arresti domiciliari. Uno degli arrestati in carcere è un ispettore della Guardia di Finanza, già coinvolto nell’operazione “Rinascita-Scott”, ora indagato per corruzione in atti giudiziari e rivelazione di segreto d’ufficio per fatti commessi quando era in servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro.
È stata invece disposta la misura dell’interdizione dall’esercizio delle attività professionali per un ingegnere (per sei mesi) e per un geometra (per nove mesi).


