Sequestrati i treni storici abbandonati della ferrovia in Sardegna

Si tratta di oltre 30 littorine e carrozze datate tra la fine dell’’800 e gli inizi del ‘900. L’operazione congiunta è stata condotta dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri di Cagliari

Ogni nostro passaggio in questo mondo lascia un segno nella storia. Ogni nostra azione, ogni nostro manufatto, ogni nostro respiro non viene dimenticato dal mondo. Per questo motivo la storia è importante, perché siamo noi.

Ma c’è un meccanismo inventato dall’uomo che riesce a coniugare natura e tecnologia, lasciando segni tangibili nella storia: è la ferrovia.

La ferrovia, dalla sua nascita, è il modo migliore per vivere la natura e la storia. La sua tecnologia, sempre in evoluzione, permette di potersi godere il viaggio attraverso la natura e i paesaggi più belli e suggestivi. Oggi, i treni possono anche essere green, grazie all’energia elettrica, ma soprattutto grazie all’idrogeno, utilizzato come carburante, che produce come rifiuto semplicemente acqua.

I treni sono un mezzo importantissimo per la locomozione. Dalla loro nascita, trasportano merci, animali e uomini in tutto il mondo; inoltre, potendo trasportare qualunque merce in grandi quantità, in sicurezza e rapidamente, i treni sono anche estremamente utili nell’ottica del risparmio energetico e dell’inquinamento. Ecco perché la loro funzione è fondamentale. Così come la loro storia.

Per tutelare la storia della locomozione e per salvare il passato, la Guardia di Finanza e i Carabinieri di Cagliari hanno sequestrato oltre 30 mezzi storici, locomotive, carrozze e vecchie “littorine” sullo stile del razionalismo funzionale, databili tra i primi del ‘900 e il 1932, depositati nelle stazioni ferroviarie di Monserrato, Mandas, Sassari e Macomer.

Questi “pezzi” di storia erano conservati in pessimo stato e sembravano abbandonati. In base alla data di fabbricazione, questi mezzi rientrano nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, per cui rappresentano beni di interesse storico e artistico che devono essere adeguatamente conservati da parte dell’ente proprietario e destinati ad un uso compatibile con il loro carattere storico.

«Questi mezzi e la rete ferroviaria a scartamento ridotto della Sardegna, che si estende per circa 609 km sui 1.035 km totali di ferrovia esistenti nell’isola, ne fanno un caso unico nel panorama non solo italiano, ma addirittura europeo, delle ferrovie storico-turistiche per estensione, paesaggi ambientali attraversati, rarità tecniche ormai scomparse sulle ferrovie in esercizio ordinario – spiegano la Guardia di Finanza e i Carabinieri della Tutela dei Beni Culturali – La costruzione delle linee, avviata nella seconda metà dell’Ottocento e proseguita fino al 1932, aveva la funzione di complementarietà rispetto alla rete a scartamento ordinario gestita dalle ferrovie dello stato. Si tratta dell’unico caso nazionale di regione in cui lo sviluppo delle ferrovie “complementari” a scartamento ridotto supera, per estensione, quello delle linee principali delle FF.SS.».

Il sequestro è avvenuto affinché la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari possa effettivamente controllare lo stato di conservazione, la manutenzione e l’effettivo interesse culturale del parco rotabile.

Gli inquirenti hanno ipotizzato i reati di danneggiamento del patrimonio storico culturale nazionale, uso illecito di beni culturali, pregiudizievole per la loro stessa conservazione, e abuso d’ufficio.

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