Rinnovabili: approvate le Linee Guida regionali

Rinnovabili ed efficienza energetica – Il futuro della Puglia si gioca per larga parte intorno al tema energetico. La scelta del governatore Nichi Vendola di indirizzare la prospettiva di sviluppo della regione sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica necessita, però, di una complessiva riconversione dell’economia e di riqualificazione del territorio, che parla di democrazia, di pace e di un assoluto No al nucleare inutile, pericoloso e costoso.

Esempi di biomasse

Tesi che anche Legambiente condivide e spinge da tempo. Con l’arrivo del nuovo anno, entrano in vigore le Linee Guida per gli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale pugliese, fa della Puglia l’unica regione in cui sono state recepite le Linee Guida nazionali e dove finalmente si può contare su regole certe per l’approvazione dei progetti.

Brava la Puglia leader in Italia – «Brava la Puglia – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente – non solo perché ha rispettato i tempi previsti dalla Legge ma anche per aver approvato un provvedimento chiaro e approfondito che riguarda tutte le fonti rinnovabili. A oggi, infatti, sono intervenute, con provvedimenti che riguardano solamente il fotovoltaico, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Piemonte e le Marche. È ora che anche le altre Regioni si muovano, quindi, per definire finalmente regole certe, in modo da diffondere in tutta Italia impianti da fonti rinnovabili integrati nel territorio e nel paesaggio».

Un parco eolico offshore

«Ci auguriamo che con questo provvedimento termini una situazione di incertezza e polemiche intorno alle fonti rinnovabili in Puglia, una regione leader in Italia per lo sviluppo del solare e dell’eolico che deve proseguire in questa direzione di sviluppo – ha aggiunto Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia -. Abbiamo apprezzato l’approfondito lavoro della Regione nella scelta delle aree “non idonee” per le diverse tipologie di impianti, un lavoro attento ai valori del territorio, che ha tenuto conto delle esigenze di tutela e di integrazione nel paesaggio. Un tipo di impegno che non si è sottratto neanche al confronto pubblico – confronto che ha tenuto conto anche di osservazioni di Legambiente, accolte nel provvedimento approvato -, dal momento che la proposta è stata discussa anche con i cittadini, apportando così ulteriori cambiamenti e miglioramenti. La trasparenza e il dialogo sulle regole sono condizioni indispensabili per dare forza a provvedimenti così importanti».

Dossier Comuni Rinnovabili 2010 – Il ruolo strategico della Puglia sul fronte delle rinnovabili emerge a chiare lettere dal “Dossier Comuni Rinnovabili 2010”, che posiziona la Puglia ai vertici delle classifiche per produzione di energia da fonti rinnovabili con 3,95 MW di idroelettrico, 214 MW installati e 5290 impianti di solare fotovoltaico, 1128 MW di eolico, 139 MW di biomasse, risultati questi assolutamente impensabili fino a qualche anno fa.

Un parco fotovoltaico a terra

Protagonisti in questo scenario sono certamente i comuni. Basti vedere i comuni dell’eolico il cui primato è tutto pugliese, a partire da Troia (FG), con i suoi 171,9 MW, seguita da Minervino Murge (BT) con 116,4 MW e Sant’Agata di Puglia (FG) con 97,2 MW. Tra questi il solo Comune di Troia presenta un incremento quasi di 4 MW installati nel 2009, passando dai 168 MW del 2009 ai 171,9 censiti nel rapporto 2010. Anche sul piano dell’autosufficienza energetica la Puglia registra un dato importante con il comune di Lecce che, grazie ai suoi 36 MW di impianti eolici e 3,5 MW di fotovoltaico, è in grado di produrre energia elettrica per il fabbisogno di circa 31mila famiglie, pari al 111%.

«Ora ci aspettiamo – ha concluso Tarantini – che la Regione completi il quadro delle regole, intervenendo sulle procedure che riguardano gli impianti di grande taglia, quelli sottoposti a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) al di fuori delle aree non idonee, in modo da dare certezze alle aziende e ai cittadini, attraverso criteri che permettano di integrare nel territorio impianti eolici, solari e da biomasse».

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