
Ultimo appuntamento oggi, della tre giorni internazionale Rifiuti zero organizzata a Capannori (Lucca) da Zero Waste Italy e Zero Waste Europe, che ha visto la partecipazione di municipalità italiane e internazionali, oltre a rappresentanti del mondo aziendale e numerosi attivisti. Il meeting, dedicato alle buone pratiche verso Rifiuti Zero, rientra nell’ambito del progetto europeo Town to Town, People to People – Building a European Culture of Zero Waste, che ha l’obiettivo di creare un network europeo delle municipalità e comunità Zero Waste attraverso una serie di iniziative e incontri internazionali, come quello di Capannori

La tre giorni si conclude con la premiazione delle Aziende italiane verso Rifiuti Zero, ovvero quelle imprese che si sono distinte per l’attuazione delle buone pratiche di riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti nelle diverse fasi di produzione. Le aziende selezionate sono in tutto dodici, e spaziano dal manifatturiero all’agricoltura, passando per il settore informatico e quello alimentare.
La maggior parte delle aziende premiate sono toscane. Si va dalla Associazione Rondine di Arezzo, che ha deciso di progettare il proprio borgo adottando i dieci passi rifiuti zero, al Bio-distretto di Montalbano (Firenze), che ha riunito più imprese agricole in un’area territoriale caratterizzata dalla produzione di beni alimentari di qualità a chilometro zero.
Ci sono poi il Centro di Ricerca Lucense e Hacking Labs, entrambe di Lucca. Il primo è un centro servizi rivolto in primis alle aziende del polo cartario del distretto di Capannori-Lucca, partner del progetto LIFE Eco-Pulplast – premiato dall’Unione Europea -, e sta dimostrando la capacità di trasformare il problema oneroso dello scarto di pulper in un’opportunità, applicando alla lettera i dettami dell’economia circolare e di una produzione a chilometro zero. La seconda è diventata punto di riferimento nella riparazione dei computer e delle apparecchiature elettriche in generale e sta ottenendo risultati legati alla preparazione per il riutilizzo dei metalli preziosi contenuti nei prodotti informatici.
Sempre da Lucca viene l’altra azienda premiata, Selene, che sta esplorando nuove modalità produttive basate sulle plastiche di seconda vita come quelle presenti nello scarto di pulper di cartiera. L’azienda è stata premiata anche per il suo ruolo di capofila nel progetto LIFE Eco-Puplast, premiato dall’Unione Europea e per la sua capacità di trainare settori portanti dell’economia lucchese. Tonerlab è invece una piccola impresa di Livorno che rigenera i toner per stampanti esausti a fini di riuso e di ricambio fornendo un servizio che consente di evitare lo smaltimento di importanti quantità di rifiuti altrimenti non riciclabili, mentre la Manifattura Maiano (Prato)è stata premiata per la sua capacità di saper combinare su scala industriale riciclo e “scarto zero” applicato in un contesto produttivo molto significativo come quello del distretto tessile di Prato.
Altra azienda premiata è la bolognese MedinMed: in questo caso stiamo parlando di un prodotto in vorticosa crescita come le capsule (o cialde) monoporzione per il caffè, che i laboratori dell’azienda sono riusciti a rendere interamente autocompostabili e addirittura edibili. Si rivolgono alle molteplici opportunità economiche ed ecologiche offerte dalla filiera della canapa, invece, le due startup Green Italy (Torino) e Kanesis (Catania). In questo caso il lavoro premiato è stato la produzione di bioplastiche dalla canapa e i vantaggi legati alla significativa riduzione degli impatti ambientali di questo nuovo materiale in crescente diffusione.
“Entusiasmante”, come è stato definito nelle motivazioni che hanno portato alla sua premiazione, è l’esempio fornito dalla cagliaritana Edilana, che ha trasformato problematiche inerenti allo smaltimento degli scarti di tosatura delle pecore, in un’opportunità economica e di risanamento ambientale, trasformando questo ed altri prodotti in materia prima-seconda per bioedilizia. Infine, un premio è andato anche a Rae-cycle (Siracusa), una delle poche piattaforme sul territorio nazionale in grado di estrarre le famigerate terre rare dai rifiuti elettrici ed elettronici, evitando non solo il loro smaltimento, ma valorizzandone le opportunità economiche ed occupazionali.
Le aziende sono state premiate con una scultura dell’artista Stefania Brandinelli realizzata con materiali di recupero. Funghi Espresso ha inoltre donato i kit per la coltivazione domestica dei funghi, mentre Hacking Labs ha messo a disposizione i materiali per la realizzazione di orologi da vecchi circuiti stampati.


