Rifiuti e veleni interrati, cittadini e sindaci chiedono le bonifiche

Tonnellate di rifiuti affiorano anche in prossimità del tracciato della nuova Ss 275

La Procura “sventra” lo stomaco inquinato del Salento. Tonnellate di rifiuti affiorano anche in prossimità del tracciato della nuova Ss 275, sepolti fino a sette metri di profondità nella parte meridionale della penisola salentina. E il territorio assiste inerme, non senza tuttavia interrogarsi. Il mondo dell’associazionismo mantiene aperto il confronto. Si raduna e suggerisce il da farsi attraverso un documento politico e, nondimeno, una petizione popolare che farà il giro del Capo di Leuca. “Si caratterizzino subito le discariche” è il messaggio che emerge, condiviso solo qualche giorno fa nel terzo appuntamento del percorso partecipato “Cantieri per la sussidiarietà” attivato dal Csv (Centro servizi volontariato del Salento), al quale, lo scorso 16 maggio a Patù, hanno preso parte oltre a tanti cittadini anche i sindaci delle aree incriminate. 

Il Procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta

E’ un messaggio che giunge dopo quello del procuratore capo, Cataldo Motta, che, dalla sua, e sempre in riferimento alla Ss 275, lo ha ben fatto intendere: prima le bonifiche e poi i lavori. Ma sono tante le proposte messe nero su bianco dal Cantiere promosso dal Csv.  Associazione e sindaci propongono anzitutto l’avvio di una campagna informativa, paese per paese, per far conoscere alla popolazione la situazione dei rischi per la salute, per il presunto inquinamento del suolo e della falda. Volontari e sindaci intendono sollecitare la diverse cittadinanze sull’esistenza di discariche abusive, chiedono a chiunque ne sia a conoscenza di segnalarne la presenza alle autorità e volendo anche agli sportelli del Csv Salento. Avviare lo studio di un progetto di bonifica ampio e profondo per le zone interessate, è la terza proposta. La quarta: non procedere ai lavori in zona Matine. Da qui la richiesta inoltrata al Governo, alla Regione, all’Anas, anche per evitare un pericoloso stop dell’appalto per le vie giudiziarie, di avviare immediatamente il cantiere da Melpignano a Montesano e di aprire un tavolo tecnico, aperto ai soggetti previsti dall’art 118 della Costituzione, comma 5, per individuare nel più breve tempo possibile una soluzione alternativa nel tratto Montesano Leuca rispettosa dell’ambiente e delle caratteristiche del territorio, magari nella linea prevista dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lecce (arch. Bernardo Secchi).

«Non vogliamo fare la guerra alla 275 – ha spiegato Luigi Russo, presidente del Csv  Salento – dobbiamo cercare di capire di fronte a questa emergenza che è emergenza di salute pubblica, che soluzioni adottare, assieme cittadini e amministratori, per evitare che al danno si aggiunga anche la beffa di perdere i quasi 300 milioni di euro di quel progetto». Il sindaco di Tiggiano, Ippazio Morcianoha chiesto che venga interpellata la Regione: «Occorrono fondi emergenziali seri, 2 o 3 milioni subito». Riguardo la nuova 275 si propone

Il presidente del Centro servizi volontariato del Salento, Luigi Russo

che il tratto Montesano-Leuca siano immediatamente modificato. «Quelle discariche e la 275 sono collegate – ha aggiunto Sergio Fracasso, assessore all’urbanistica del comune di Tricase – perché la motivazione era unica, cioè l’industrializzazione del Tac, ampiamente fallita e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: delocalizzazione, disoccupazione, veleni, malattie».

 

 

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