Utilizzato fin dall’antichità, l’amianto è stato sempre considerato un elemento misterioso e prezioso. Con l’amianto i Persiani e i Romani avvolgevano i cadaveri da cremare e realizzavano stoppini per le lampade. Una credenza popolare attribuiva alle fibre di amianto un’origine animale: “lana della salamandra”; grazie al potere del suo mantello fatto di amianto, l’animale poteva sfidare senza danno il fuoco.
Abbiamo intervistato il Prof. Rocco Laviano, docente di mineralogia applicata presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari, per conoscere meglio questo minerale così prezioso per il suo molteplice uso e molto pericoloso per la salute dell’uomo.
Professor Laviano, quali sono i minerali fibrosi noti commercialmente con il nome di amianto? Quali i più diffusi?
Amianto (dal greco áµ??????= incorruttibile) o asbesto (dal greco ????????= inestinguibile) è il nome commerciale attribuito ad alcuni minerali silicati idrati quando cristallizzano in maniera fibrosa. In questa definizione sono contenuti almeno trenta minerali, di cui soltanto sei hanno avuto importanza tecnologica e commerciale. Questi ultimi appartengono a due diversi gruppi mineralogici: il “gruppo del serpentino” per il solo Crisotilo; il “gruppo degli anfiboli” per Amosite, Antofillite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite. Il Crisotilo, la Crocidolite e l’Amosite hanno avuto una notevole importanza industriale, mentre i rimanenti sono stati usati saltuariamente.
I minerali fibrosi si trovano in natura sotto forma di vene o fasci di fibre nella roccia madre. All’abito cristallino di tipo fibroso si accompagnano altre peculiari caratteristiche quali la possibilità, unica fra le fibre minerali, di essere tessute e le capacità d’isolamento nei confronti di elettricità, vibrazioni, suoni e calore. Questi minerali hanno anche la proprietà di dividersi longitudinalmente in lunghe e sottilissime fibre, impropriamente dette fibrille, ed è questa la causa della loro pericolosità nei confronti dell’uomo.
Quali sono le rocce che contengono i minerali amiantiferi? Ci sono giacimenti sfruttati anche in Italia?
I più importanti giacimenti si trovano in Canada, nella regione del Quebec, nell’ex URSS, nel distretto di Bazhenov, negli Urali e nella regione di Tuwa, in Siberia, in Rodesia, in Cina, negli USA, in Iugoslavia, in Italia, in Grecia e a Cipro. Simili a questi, ma più modesti, si trovano anche in Europa e Australia. Ricordiamo anche i giacimenti in rocce precambriane (il precambriano o archeozoico è l’era più antica della storia della Terra) della Rodesia e del Sud Africa. In Italia ci sono giacimenti di amianto a fibra lunga in Val Malenco (Sondrio) e a fibra corta presso Balangero nelle valli di Lanzo (Torino).
Quali proprietà chimico-fisiche di questi minerali ne hanno diffuso l’utilizzo?
L’enorme diffusione dell’uso dell’amianto era ed è dovuta alle sue eccellenti e svariate proprietà tecnologiche, quali ad esempio:
– resistenza meccanica (flessibilità, trazione);
– resistenza all’usura e buone caratteristiche di frizione;
– resistenza agli agenti corrosivi;
– resistenza alle alte temperature (incombustibilità);
– resistenza all’azione di agenti batterici;
– isolamento elettrico;
– proprietà fonoassorbenti;
– proprietà termoisolanti;
– alto potere adsorbente;
– facilità di lavorazione e applicazione.
È una convinzione errata quella che i minerali di amianto siano indistruttibili. Infatti, sebbene abbiano un’elevata resistenza rispetto ad altri minerali, sono anch’essi sensibili sia all’attacco chimico che termico. Nonostante le loro relativamente alte temperature di fusione, i minerali di asbesto vengono completamente decomposti a temperature intorno ai 1.000°C o minori secondo la varietà.
Quali sono stati i principali utilizzi?
L’amianto è stato utilizzato in centinaia di materiali e prodotti, che spesso sono riportati in letteratura come Asbestos Containing Materials (ACM): il Federal Register americano elenca oltre 3mila oggetti finiti che contengono amianto. I principali settori industriali in cui si utilizzava amianto sono quelli legati alla produzione di:
- cemento-amianto;
- prodotti tessili (filati, tessuti, nastri e feltri)
- materiali d’attrito (freni e frizioni)
- carta e cartoni.
L’utilizzo forse più diffuso era quello di prodotti di cemento-amianto. Infatti, negli Stati Uniti d’America l’USEPA ha censito la presenza di materiali contenenti minerali di amianto in 31mila scuole e in 733mila edifici amministrativi e commerciali.
Oggi sono presenti in commercio materiali di amianto o contenenti amianto?
Dobbiamo tenere alta l’attenzione e la vigilanza sui materiali importati sopratutto dai Paesi di grandissima importanza economico-commerciale; è importante che tutti i materiali importati da Paesi in cui l’amianto non è vietato siano muniti di una dichiarazione che certifica l’assenza di amianto.
Quali sono le tecniche di analisi e le difficoltà di campionamento per una corretta diagnostica?
Nel Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 (allegato): “Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica di materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie” sono contenute le indicazioni sulle tecniche analitiche e di campionamento. Il documento fa riferimento a due tipi di indicazioni:
a) “norme prescrittive”
b) “norme indicative”, da intendersi come linee guida non prescrittive.
Le tecniche analitiche di riferimento vanno intese come indicative.
Le tecniche microscopiche – ottiche o elettroniche – permettono di fare distinzione tra le varietà asbestiformi e quelle non asbestiformi di uno stesso minerale ma forniscono dati solo in termini di numero di fibre presenti in un campione. La conversione da numero di fibre a valore ponderale – che costituisce l’espressione più adeguata dei risultati per un’analisi di campioni di massa – è soggetta a numerosi errori soprattutto se si impiega la microscopia ottica. Questi errori possono essere contenuti se si utilizza la microscopia elettronica a scansione (SEM) integrata da microanalisi a Raggi X del campione. Viste le difficoltà di campionamento e analisi dei materiali contenti amianto e vista la pericolosità del minerale per la salute umana, per tutte le fasi dal campionamento all’analisi è necessario avvalersi di personale tecnico molto qualificato.
Da questa breve intervista si comprende perché l’amianto, grazie alle sue eccezionali proprietà chimiche e fisiche, sia stato così largamente utilizzato e sia stato considerato un minerale prezioso e utile per l’evoluzione tecnologica dell’umanità. Come spesso succede, però, anche le sostanze naturali e preziose posso nascondere un aspetto pericoloso. La pericolosità può essere limitata ed eliminata solo con la conoscenza e la consapevolezza, due stadi evolutivi del pensiero che possono portare a compiere scelte alternative meno redditizie per alcuni ma sicuramente meno pericolose per la salute di tutti.


