Politica del cibo giusta, sana e sostenibile, comune di Bari e Farina 080 insieme

Il Comune di bari ha all'attivo diverse iniziative a favore dell'alimentazione sostenibile e a km0

Presentati gli esiti del percorso partecipato del progetto “Generazione cibo”. L’obiettivo è trasformare Bari in una “città del buon cibo”: dove ogni persona può avere accesso a cibo sano, sostenibile, culturalmente appropriato, e dove la produzione locale, la biodiversità e il recupero degli sprechi siano pilastri riconosciuti della politica urbana

 

È il momento di tirare le fila del percorso partecipato per la costruzione del programma sulle Politiche del cibo della Città di Bari, e l’occasione è stata offerta ieri dall’incontro pubblico conclusivo promosso dal Comune di Bari in collaborazione con l’APS Farina 080 ETS e numerose realtà cittadine impegnate nel campo dell’alimentazione sostenibile, dell’inclusione sociale e della riduzione degli sprechi.

Il percorso, avviato con la prima assemblea l’8 aprile scorso, ha coinvolto 57 realtà del territorio tra organizzazioni di categoria, produttori agricoli, imprese del settore agroalimentare e della ristorazione, università, scuole, enti di ricerca e associazioni del terzo settore. Attraverso assemblee pubbliche, tavoli tematici e momenti di confronto, Bari ha costruito, insieme ad attori sociali ed economici del territorio, la base per una food policy cittadina fondata su obiettivi e azioni concrete per rendere il sistema alimentare urbano più giusto, sano, sostenibile e solidale.

Il processo partecipato è stato realizzato nell’ambito del progetto “GenerAzione Cibo”, promosso dall’associazione Terra! insieme a un partenariato di organizzazioni nazionali impegnate nella sostenibilità alimentare, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Fondo per il Terzo Settore.

Tutte le informazioni, i materiali e i documenti prodotti sono disponibili sul sito: www.politichedelcibo.bari.it.

Le premesse

La produzione e il consumo di cibo, infatti, hanno un impatto enorme sul pianeta: i sistemi alimentari da soli sono responsabili di circa un terzo delle emissioni globali. Spreco alimentare, perdita di biodiversità, deforestazione, consumo di suolo e di acqua incidono direttamente sulla salute della Terra e sul futuro delle prossime generazioni.

Il cibo non è solo merce, ma elemento di relazioni: tra produttori e consumatori, tra cittadini e istituzioni, tra quartieri periferici e centro urbano

Agire in questa direzione significa ridurre gli impatti ambientali della filiera alimentare e avvicinarsi a modelli di vita più rispettosi degli equilibri naturali. Promuovere i prodotti locali vuol dire anche salvaguardare un patrimonio culturale e gastronomico, rafforzare l’economia di prossimità e creare nuove opportunità di lavoro. La Puglia è una delle regioni più ricche di agro-biodiversità, ciò vuol dire che essa beneficia di un patrimonio genetico di grande variabilità, indissolubilmente legato ad una cultura alimentare e gastronomica tra le più ricche.

Dal punto di vista sociale, l’accesso al cibo è un diritto, non un privilegio. In Puglia, purtroppo, si rileva un aggravarsi della povertà alimentare: secondo Coldiretti, le famiglie pugliesi in povertà relativa rappresentano il 21-22,3% del totale, situazione che inevitabilmente ha conseguenze dirette sulla qualità dell’alimentazione. Contrastare la povertà alimentare, contrastare gli sprechi, redistribuire le eccedenze e garantire accesso ad un cibo sano e di qualità – con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione – è dunque un passo fondamentale verso una società più giusta ed equa.

Anche l’attenzione alla salute pubblica è aspetto fondamentale di un approccio politico al cibo. Promuovere una dieta sana ed equilibrata significa investire sul benessere delle persone e combattere obesità e cattive abitudini: secondo l’ISS, nel biennio 2022-23, in Puglia quasi metà degli adulti è in eccesso di peso (37% sovrappeso, 11,7% obeso, oltre la media nazionale). In questo, l’educazione ha un ruolo fondamentale.

Le mense pubbliche, a partire da quelle scolastiche, possono diventare un laboratorio di cambiamento, proponendo modelli alimentari più sostenibili e inclusivi. Parallelamente, programmi educativi mirati possono aiutare a sensibilizzare cittadini e cittadine sull’importanza di un’alimentazione consapevole ed equilibrata. La transizione alimentare deve essere riconosciuta come un ambito d’intervento politico prioritario. Mettere in rete i soggetti coinvolti in ogni fase del ciclo produttivo, rafforzare la collaborazione tra cittadini e istituzioni e costruire politiche alimentari partecipate sono azioni indispensabili per guidare un cambiamento reale.

Queste motivazioni hanno spinto la Città di Bari ad adottare una Food Policy come ambito amministrativo in cui il pubblico incontra il privato per costruire insieme modelli efficienti e per promuovere salute, equità e sostenibilità nel sistema alimentare locale. La Food Policy si configura così come uno spazio progettuale partecipativo, un “cantiere aperto” dove confluiscono operatori con competenze e ruoli trasversali.

Le tappe di avvicinamento

Negli ultimi anni la città di Bari ha avviato diverse iniziative concrete maturate a livello nazionale, metropolitano e locale che anticipano e sostengono l’attuale percorso di definizione partecipata di una Food Policy cittadina.

La prima tappa risale al 2015, anno in cui, a Milano, viene firmato l’Urban Food Policy Pact, patto che impegna le città aderenti a sviluppare sistemi alimentari equi, sani e sostenibili. Bari ha aderito al Patto, ponendo le basi di un impegno politico di lungo termine.

Nel 2019 la refezione scolastica cittadina è stata premiata come “Mensa di eccellenza” ed è stata inserita nell’elenco nazionale delle Mense biologiche italiane, riconoscendo la qualità degli approvvigionamenti e l’attenzione alla salute dei più piccoli.

Nel 2020 la Città Metropolitana di Bari, insieme al CIHEAM Bari, ha avviato il progetto Food Agenda Lab (FAL), laboratorio di ricerca e innovazione dedicato ai temi del sistema alimentare e al loro impatto sul territorio.

Il mercato Campagna amica di Coldiretti in via Amendola a Bari

Nel 2022 prende vita CiBa, organismo dedicato al rafforzamento del dialogo e della cooperazione tra attori istituzionali, sociali ed economici sul tema del cibo.

Con la Delibera della Città Metropolitana di Bari n. 203/23 del 2023 è stata approvata la Food Policy Metropolitana, primo strumento programmatico formale che orienta le scelte dell’area vasta verso un sistema alimentare più giusto e sostenibile.

Nel 2024 l’APS Farina 080 ETS propone, nell’ambito del progetto nazionale “GenerAzione Cibo – Cittadinanza attiva per i sistemi alimentari sostenibili” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attraverso l’Art. 72 del Decreto Legislativo 117/2017 – Avviso 2/2023, un processo partecipativo diffuso, coinvolgendo cittadini, associazioni, operatori economici e istituzioni nella costruzione condivisa delle politiche del cibo della città di Bari.

Infine, nel 2025, il Comune di Bari approva la Delibera di Giunta n. 37/25, atto di indirizzo che sancisce l’avvio ufficiale del processo partecipato per la redazione del documento programmatico della Food Policy cittadina.

Sul fronte della filiera corta, nel 2025 il Comune ha affidato lo spazio del Mercato di Via Bernardini a Campagna Amica – Coldiretti, creando un punto di incontro stabile tra produttori locali e cittadini. Parallelamente, la Città ha aderito al progetto regionale “Orti di Puglia”, promuovendo la diffusione dell’agricoltura civica e urbana attraverso orti urbani e sociali, con ricadute positive sia in termini ambientali che sociali.

Di rilievo anche l’esperienza di Bari Social Food, che a partire dal 2021 ha messo in campo attività di formazione e sensibilizzazione contro lo spreco alimentare, accompagnate dall’attivazione di una mensa sociale in via Zuccaro e dell’Emporio della Salute, spazi dedicati al sostegno delle persone in difficoltà.

A questo si affiancano molteplici esperienze cittadine promosse da organizzazioni del terzo settore, imprese e cittadini organizzati per promuovere il contrasto e la prevenzione allo spreco alimentare, l’agricoltura sociale e a Km0, gli orti urbani, il contrasto alla povertà alimentare e l’educazione sui temi ambientali e ad una corretta alimentazione. Tutte queste iniziative dimostrano che la città ha già sperimentato pratiche concrete per migliorare l’accesso al cibo, ridurre gli sprechi, sostenere le filiere locali e promuovere un’alimentazione sana e sostenibile. Esse costituiscono dunque il patrimonio di partenza su cui costruire in modo organico e partecipato la Food Policy di Bari.

Generazione Cibo: la visione strategica

Il percorso per la costruzione del programma sulle Politiche del cibo della Città di Bari, ha coinvolto 57 realtà del territorio tra organizzazioni di categoria, produttori agricoli, imprese del settore agroalimentare e della ristorazione, università, scuole, enti di ricerca e associazioni del terzo settore

La vision ispiratrice del processo partecipativo per una Food Policy cittadina, promosso dall’APS Farina 080 ETS in collaborazione con il Comune di Bari nell’ambito del progetto Generazione Cibo, è quella di un sistema urbano e periurbano in cui il cibo diventi ponte di coesione sociale, sviluppo locale e sostenibilità ambientale. In questa prospettiva, il cibo non è solo merce, ma elemento di relazioni: tra produttori e consumatori, tra cittadini e istituzioni, tra quartieri periferici e centro urbano.

L’obiettivo è trasformare Bari in una “città del buon cibo”: dove ogni persona può avere accesso a cibo sano, sostenibile, culturalmente appropriato, e dove la produzione locale, la biodiversità e il recupero degli sprechi siano pilastri riconosciuti della politica urbana.

Questa visione ambiziosa si traduce in alcune direttrici strategiche:

  • Equità alimentare, ossia garantire che nessuno rimanga escluso dall’accesso ad un’alimentazione sana e dignitosa;
  • Resilienza e autosufficienza territoriale, attraverso il rafforzamento delle relazioni e delle filiere locali e la diversificazione produttiva;
  • Partecipazione attiva, con la cittadinanza come protagonista nella definizione delle politiche locali del cibo;
  • Sostenibilità ambientale, con riduzione degli impatti della filiera (energia, trasporto, spreco) e promozione di pratiche agroecologiche.

QUI il report completo del percorso partecipato per la definizione delle Politiche locali del cibo della città di Bari.

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