Piano Rifiuti, cosa accadrà oggi in Consiglio regionale?

Panoramica della discarica Martucci (foto Ruben Rotundo)

Continuano le proteste per eliminare dal Piano le due discariche di Martucci e Corigliano. La politica regionale è spaccata e sembra allo sbando, ma una decisione va presa senza indugi

Oggi è prevista in consiglio regionale l’approvazione del Piano regionale dei rifiuti. Ma non sarà così semplice. Il Piano, travagliato, intende in grandi linee ridurre la produzione di rifiuti urbani, incrementare la raccolta differenziata, riutilizzare e riciclare i rifiuti per il recupero di energia e ridurre la massimo lo smaltimento in discarica.

La discarica oggi è il nodo difficile da sciogliere, perché la Regione, che più volte ha manifestato l’intenzione di ridurre e chiudere definitivamente le discariche pugliesi, seguendo anche le direttive dell’UE, continua a riproporle. Nel Piano è prevista la riapertura di due discariche pugliesi che, secondo molti, devono restare chiuse e bonificate: la discarica di contrada Martucci e la discarica di Corigliano d’Otranto.

Associazioni ambientaliste, amministrazioni comunali, cittadini e persino politici stanno manifestando in varie sedi per impedirne la riapertura, dopo che per anni queste discariche hanno avvelenato i territori.

Discarica di Corigliano

Paolo Pagliaro_foto Regione Puglia
IL consigliere regionale Paolo Pagliaro (Puglia Domani)

Sulla discarica di Corigliano d’Otranto, il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo di La Puglia Domani in consiglio regionale, ha presentato una mozione nella quale ha dichiarato che «Quella discarica non si deve aprire. È questo il messaggio che ribadiremo domani. Nel Piano dei rifiuti si parla di “eventuale chiusura” quando invece la discarica, nei fatti, non è mai entrata in esercizio. Ecco perché cresce l’allarme tra i cittadini del territorio, visto che quell’impianto sorge a ridosso della falda idrica da cui l’Acquedotto Pugliese attinge l’acqua che arriva nei rubinetti di mezza provincia di Lecce. Aprire quel sito ai rifiuti indifferenziati vuol dire mettere a rischio di inquinamento la falda, con conseguenze drammatiche in termini di salute umana. Le ragioni che sconsigliano l’avvio dell’impianto sono molteplici e tutte di carattere igienico ambientale, tra cui, principalmente, il conclamato rischio di infiltrazioni di percolato nella falda acquifera».

Discarica Martucci

Per quanto riguarda la discarica Martucci, la vicenda è più complessa, anche perché la discarica occupa un’area notevole, nel mezzo delle campagne coltivate tra Mola di Bari e Conversano, che nel corso degli anni ha raccolto i rifiuti pugliesi e non solo, mentre una parte attualmente è sequestrata.

Giuseppe L'Abbate
L’on. Giuseppe L’Abbate (M5S)

Sulla vicenda è intervenuto ora anche il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) che ha depositato alla Camera una interrogazione indirizzata al Ministero della Transizione ecologica in seguito delle novità emerse nelle ultime settimane. «Alla luce della relazione tecnica che invita ad eseguire sondaggi geognostici nelle zone associate a criticità ambientali, ho chiesto al ministro Roberto Cingolani se intenda avviare nuovi controlli, anche attraverso il coinvolgimento del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale, dandone comunicazione ai NOE, promuovendo una fattiva interlocuzione con la Regione Puglia, attraverso l’attivazione di un tavolo di confronto che possa avvalersi delle competenze tecniche del Ministero. È inconcepibile continuare ad includere nel Piano regionale di Gestione dei Rifiuti un sito che da oltre quarant’anni ne smaltisce e che è noto a tutti, da almeno otto anni, che presenta evidenti criticità ambientali. Come risulta oggettivamente inconcepibile che una Amministrazione regionale, in continuità, non sia riuscita in questo lungo lasso di tempo a trovare una valida alternativa: è un compito che spetta loro da Costituzione. Nonostante ciò ho richiesto comunque al ministro Cingolani – aggiunge – di suggerire alla Regione Puglia un approccio differente e teso alla tutela ambientale del territorio, anche attraverso nuove indagini, anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa da Domenico Lestingi, ex dipendente della società di gestione del sito e insignito del titolo di “Ambientalista dell’anno” da Legambiente nel 2013 per il suo gesto eclatante che diede avviò all’indagine giudiziaria. Lestingi ha indicato con precisione i punti dove effettuare gli ulteriori approfondimenti».

Anche il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato un emendamento contro la riapertura. «Abbiamo voluto dare un supplemento di fiducia all’assessore Maraschio, ma non ha dato alcuna delle risposte che si era impegnata a fornire: per questo, abbiamo depositato un emendamento per stralciare le discariche “Martucci” e quella di Corigliano dal Piano Rifiuti e per la riqualificazione ambientale e paesaggistica delle aree interessate».

Ora, le soluzioni sono tre: o il Piano viene approvato così com’è, scatenando una serie di reazioni a più livelli, con ricorsi ed esposti fino all’ultimo grado di giudizio, o viene approvato eliminando le due discariche dal testo, accogliendo così le proteste e le proposte della società civile ed evidenziando gli errori della macchina amministrativa, oppure viene rinviato con qualunque motivazione. Questa soluzione non accontenterebbe nessuno, perché la Regione prenderebbe tempo inutilmente mentre le proteste potrebbero inasprirsi.

Insomma, le soluzioni ci sono per riconvertire i rifiuti in risorse, chiudendo definitivamente le discariche. Basta solo volerle applicare.

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