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Palais Lumiere, il sogno di Pierre Cardin passa anche da Bari

«Sono un milanese trapiantato terrone da dieci anni. E mai scelta mi è sembrata migliore. Lei ha provato a vivere a Milano?» L’ingegner Alessandro Cariani sorride gioviale e snocciola a mitraglia tutti i contro del vivere nella metropoli lombarda. Sorprende, ma non più di tanto, che non riesca a trovare un motivo uno, a favore. Effettivamente Cariani, nato per l’esattezza, non tantissimi anni fa, a Cernusco sul Naviglio, ha tutte le carte in regola per considerarsi cittadino del mondo. Il suo pane quotidiano è la realizzazione di case ad alta efficienza energetica. Il progetto prossimo venturo sul quale sta mettendo le mani suggellerà questo respiro cosmopolita e perdipiù a zero emissioni: la realizzazione dell’intero sistema geotermico per il Palais Lumiere di Pierre Cardin. «Certo una bella soddisfazione che da Parigi la scelta sia caduta proprio sulla Modutech (la società barese della quale Cariani è general manager ndr) – racconta il professionista – Palais Lumière è un palazzo scultura ecosostenibile, interpreta a livello architettonico la filosofia dello stilista».

Alessandro Cariani

La storia –

Il Palazzo della Luce è un sogno che monsieur Cardin accarezza da tempo, una sorta di testamento artistico dopo settanta anni di moda e di creazione. Un grattacielo scultura alto più di 300 metri, composto di 6 dischi di forma circolare distanti 35 metri l’uno dall’altro e sostenuti da 3 torri a vela di vetro, simili ma di diversa altezza, disposte a forma di stella. Il suo sogno più grande, per l’appunto, che Pierre Cardin vorrebbe realizzare in Veneto, tra Padova e Venezia. In alternativa, nei dintorni di Parigi. Per nostra fortuna, l’Italia risponde positivamente agli architetti dello stilista trevigiano naturalizzato francese: dal progetto pubblicato sulla Gazzetta dell’Accademia delle Belle arti di Francia nell’estate del 2009, il sogno si prepara a diventare realtà a Porto Marghera, sull’area dismessa dal colosso petrolchimico dell’Eni. Entro il 2015.

Simulazion 3d di Palais Lumiere, versione notturna

Una struttura assolutamente avveniristica – «E, soprattutto, pensata per ridurre al massimo i costi di costruzione e dispersione di energia – sottolinea Cariani – Si tratta di una costruzione ecosostenibile che appartiene alla classe 2A (le classi di efficienza energetica sono 7, denominate con le prime sette lettere dell’alfabeto. La classe A comprende i prodotti più efficienti ndr). Sistemi fotovoltaici ad alta efficacia di ultima generazione oltre allo sfruttamento dell’energia geotermica ed eolica la rendono completamente indipendente dal punto di vista energetico e a zero emissioni».

«Pierre Cardin si accolla il 20% del costo complessivo della bonifica ambientale – spiega Cariani – l’opera tutta costerà all’incirca 1 miliardo e 800 milioni di euro.

Palais Lumiere

E’ di qualche mese fa l’autorizzazione richiesta all’Enac; il Palazzo della Luce si staglia, in linea d’aria, sulla discesa dell’aeroporto in riva alla laguna». Una parte di Palais Lumière sarà dedicata all’Università internazionale della Moda e del Design, poi ci saranno almeno 4 ettari destinati a giardini pensili con relativi laghi e piscine. Quindi centri commerciali, bar, centri benessere e fitness, 9 sale cinema, 6 teatri auditorium per un totale di 5000 posti, un ristorante panoramico sulla città di Venezia a 225 metri di altezza, un pronto soccorso ospedaliero ed un eliporto; più di 8000 tra posti auto e garage. Un palazzo-città che potrà ospitare fino a 10mila persone. L’energia necessaria a far “vivere” Palais Lumiere viene generata da sistemi integrati rinnovabili di tipo fotovoltaico ed eolico. «Tutto l’edificio – racconta l’ingegner Cariani – è frutto dell’integrazione fra sistemi di produzione di energia rinnovabile e l’impianto geotermico di condizionamento. Una tecnologia, quella geotermica, che utilizza la terra come fonte di calore utile al condizionamento naturale della struttura e che permette inoltre di gestire interamente il processo di produzione di acqua calda sanitaria per l’intero grattacielo-scultura, oltre che una effettiva indipendenza energetica, in perfetto equilibrio fra energia consumata ed energia prodotta».

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